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Raggiugibile in circa 20-30 minuti di navigazione da Venezia, l'isola del Lido è situata tra la laguna di Venezia e il mare Adriatico e la sua lunghezza è di circa dodici chilometri per una larghezza che va da un minimo di 300 a un massimo di 1000 metri.

È delimitata a nord dal canale di San Nicolò (o Porto di Lido) e a sud dagli Alberoni, che comprende anche Malamocco, l'antico borgo romano (Metamauco il nome del passato).

Agli albori, l’isola fu abitata principalmente da ortolani e pescatori che utilizzavano le acque del Brenta quale via di collegamento e commerciale con la terraferma. Nel 1043, sotto il dogado di Domenico Contarini, i frati benedettini ottennero l’autorizzazione a erigere la chiesa e l’annesso monastero dedicati a San Nicolò (il cui corpo venne trasportato da Licia, Turchia, al Lido al termine della prima crociata), i quali gradatamente cominciarono anche a bonificare la terra. Delle sue origini, non è rimasto poi molto ormai, a parte due capitelli veneto-bizantini e qualche patera. Alcuni degli importanti reperti ritrovati, sono oggi contenuti in un piccolo Museo presso il Palazzo del Podestà.

L’imminente disgregazione dello Stato da Mar, cominciò a preoccupare il popolo veneziano per una possibile invasione dell’impero ottomano e il Governo decise quindi, nel 1543, di costruire una fortezza difensiva, il Forte di Sant’Andrea, costruita da Sanmicheli nell’isola appena di fronte a San Nicolò. Per secoli, come testimoniano le numerose tracce ancora visibili di forti antichi, batterie del governo austriaco e bunker, il territorio lidense venne sfruttato come difesa militare.

La chiesa di San Nicolò venne ricostruita nel 1620 e il monastero, abbattuto nel 1770, fu convertito in caserma (ancora oggi è conservato il signorile chiostro cinquecentesco); lo stesso avvenne per la chiesa di Santa Maria Elisabetta (ricostruita nel 1620). Nel 1700 la Serenissima, per salvaguardare l’isola dall’erosione del mare, costruì i murazzi: grandiose barriere di pietra d’Istria, oggi particolarmente apprezzati dai bagnanti che non amano la spiaggia sabbiosa.

Il momento di maggior splendore per l’isola iniziò nella seconda metà dell’Ottocento quando il luogo cominciò a popolarsi di ville, case, alberghi e giardini; le persone, soprattutto le più facoltose, vennero attratte dalla sua attività turistica, balneare e di cura termale. Ben presto si attivò il turismo mondano ed internazionale, con alberghi di stupefacente bellezza, il primo Festival cinematografico (1932), campi da golf, maneggi, campi da tennis e ogni altro comfort in grado di soddisfare le più disparate esigenze dei benestanti turisti che venivano al Lido in villeggiatura. 

Oggi, questa lingua di terra è la più popolosa delle isole veneziane e accoglie le aree naturalistiche protette degli Alberoni e di San Nicolò, nelle quali ci si potrà imbattere in rare specie vegetali ed animali, tra cui uccelli coloniali e migratori.La sua spiaggia, conosciuta  livello internazionale, a partire dal 2009  ottiene ogni anno l'ambita e prestigiosa "Bandiera Blu" dalla FEE (Foundation for Environmental Education) quale simbolo di acque pulite e gestione sostenibile dell'ambiente.

È l'unica isola nella quale è presente un piccolo aereoporto, ora civile: il Giovanni Nicelli (dedicato all'aviatore italiano pluridecorato durante la guerra del 1915-18).

Secondo la BBC il Nicelli è un piccolo gioiello che gli vale la presenza nella classifica dei 10 aeroporti più belli del mondo, grazie anche al fascino dello stile anni '30.

 

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