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Il nome Costantino Reyer è indissolubilmente legato alla società sportiva, attiva dal 1872, che nel 2017 ha vinto il campionato italiano di basket. 

Un uomo di cultura e di cuore che diede molto al mondo dello sport e del sociale. 

Costantino nasce il 1° febbraio 1838 a Trieste. Il padre Alfred Philip è ufficiale dell'esercito asburgico, la madre, Leopoldina Castagna, ha nobili discendenze romane; un suo antenato è Giovan Battista Castagna, che diventa papa Urbano VII sul finire del Cinquecento. Costantino ha un fratello, Emilio, avvocato a Trieste, e una sorella, Leopoldina, poi maritata Mensi, a Venezia. Studia al liceo classico di Trieste; dal 1856 al 1861 è impiegato nella ditta di famiglia la Reyer&Slick (servizi marittimi), fondata da Franz Thaddeus Reyer e gestita dagli zii di Costantino, Francesco Xavier, Karl Ferdinand e Kostantin. Vi sono molte incertezze sul corretto rapporto di parentela anche se così rilevato dalle biografie in lingua tedesca. La famiglia Reyer appartiene all’alta borghesia tedescofona triestina attiva nell’industria, nel commercio, nelle assicurazioni della sfera marittima, impegnata nel sociale con probabili frequentazioni massoniche.

Il giovane Costantino, animato dagli ideali risorgimentali, si iscrive al primo corso di ginnastica organizzato dal governo piemontese e dalla locale società di ginnastica, legata agli ambienti militari sabaudi, nell'agosto del 1861, pochi mesi dopo la proclamazione del Regno d’Italia. Il corso è diretto dal noto ginnasiarca zurighese Rudolf Obermann. Gli iscritti devono essere "presentati" da un’autorità del luogo di provenienza. Non è chiaro chi spinga Costantino, che si avvale — è un'ipotesi — delle sue conoscenze nell'ambito dei Liberi Muratori. Alla fine del corso, che dura tre mesi, si diploma maestro di ginnastica con ottimi voti, anche se documenti della Ginnastica Torino presentano alcune incongruenze sulla valutazione. Per il previsto periodo di tirocinio e praticantato, al quale sono dovuti tutti i nuovi diplomati, si trasferisce in Toscana, prima a Pisa e poi a Livorno dal 1863. A Pisa ha un primo contatto con un altro ginnasiarca veneto, suo coetaneo, Pietro Gallo, con il quale consoliderà una lunga e fraterna amicizia. A Livorno insegna alle Scuole Tecniche, al Ginnasio Comunale, alle classi terza e quarta delle scuole elementari e al Regio Istituto di Marina Mercantile.

Il processo di unità italiana e in particolare l’annessione del Veneto spingono Costantino a scegliere Venezia per continuare la sua opera di ginnasiarca. All’indomani del Plebiscito (ottobre 1866) fa domanda per insegnare nelle scuole veneziane. Dopo una tempestiva informativa da parte della Questura di Venezia che ne attesta le competenze e l'animo italiano inizia la sua carriera come insegnante di educazione fisica nei primi mesi del 1867. Presta la sua opera, del tutto gratuitamente, in quattro scuole veneziane: Scuola Tecnica di San Stin, Convitto e Regio Ginnasio Marco Foscarini, Scuola Elementare di San Felice. L’anno successivo è costretto a rinunciare all’insegnamento per motivi di salute. Gli subentrerà l’amico Pietro Gallo che lascia la sua palestra livornese per trasferirsi a Venezia. La venuta in Laguna di Costantino, viste modalità e tempistiche, non appare casuale, ma frutto di buone relazioni sociali. Ad esempio con il prete rivoluzionario Angelo Volpe, rettore del Santa Caterina (poi Liceo Convitto Foscarini), tra i fondatori della società di ginnastica di Treviso, del prefetto di Venezia Luigi Torelli, appassionato alpinista, dei notabili veneziani sia in campo politico sia in quello culturale, come Guglielmo Berchet, Antonio Berti, Giovan Battista Giustiniani, Antonio Fornoni, Dante Serego degli Alighieri, Sebastiano Tecchio. Le ragioni del rientro sono principalmente patriottiche. Per l’amico Gallo è anche un ritorno dopo l'esilio e la fuga dalla Venezia austriaca.

Il 1868 è un anno importante: sia Costantino che Gallo si sono molto ben inseriti a Venezia. Se sul versante bolognese è Emilio Baumann l’amico e il collaboratore cui fare riferimento, a Venezia è invece Domenico Pisoni, ingegnere, a rappresentare un sodalizio dinamico ed efficiente. Con l'aiuto di Pisoni, Costantino introduce nuovi esercizi e la pratica della rilevazione statistica applicata all'educazione fisica: numero dei partecipanti, misure antropometriche, stato di salute e igiene personale, presenze-assenze, con relazioni mensili stilate dai maestri e dagli insegnanti sullo svolgimento delle lezioni. Si compone così il trio Reyer, Gallo, Pisoni con compiti specifici, Reyer sarà l'ideologo-finanziatore, Gallo il teorico-pratico e Pisoni l'organizzatore-tecnico.

Costantino per un breve periodo di transizione è comunque responsabile della ginnastica femminile veneziana facendo partire il progetto di equiparazione con quella maschile; riprende anche le pubblicazioni de La Ginnastica il primo numero della nuova serie esce a Venezia il 1° ottobre del 1868 e avvia un articolato piano per il lancio dell'educazione fisica in Italia in contrasto con quanto fin qui gestito in esclusiva dalla Scuola torinese, ancora troppo legata agli apparati militari. La pubblicazione del 1° ottobre è anche l'occasione per l'invito rivolto dal trio ai ginnasti italiani per il Primo Congresso Nazionale da svolgersi a Venezia nel marzo del 1869. Non è solo l'invito ad una manifestazione sportiva, ma anche quello per la fondazione di una Federazione vera e propria, che raccolga tutte le discipline sportive finora conosciute e le associazioni del tiro a segno e di armi bianche, richiesta che Costantino dichiara di aver già proposto nel 1862 al maestro Obermann senza alcun seguito. Il processo di modernizzazione della ginnastica e dell’introduzione dell’idea di sport per tutti avrà le difficoltà frapposte dai torinesi sommate alle titubanze dei possibili attori.

Partecipanti al Congresso Ginnastico di Venezia del 1869 (Archivio privato). Pur non essendoci didascalia dei nomi, è stato riconosciuto Ferdinando Swift, che svetta in centro, tra Costantino Reyer alla sua destra e Pietro Gallo alla sua sinistra (immagine tratta dal libro "Costantino Reyer e Pietro Gallo" di Crovato e Rizzardini, Marsilio - per gentile concessione degli autori).

Costantino, nel frattempo, apre una propria palestra nel febbraio del 1869 ai Santi Apostoli a Venezia con l'ausilio di Gallo che viene nominato direttore e con l'aiuto di Pisoni che si presta per le lezioni. A metà marzo 1869 nonostante la presenza di alcune società ancorché rappresentate da pochi ginnasti viene fondata a Venezia la Federazione Italiana Ginnastica (FGI). Presidente viene eletto il genovese Francesco Ravano, figura di spicco che si era in precedenza attivamente prestato alle vicende risorgimentali di preparazione della Spedizione dei Mille; August Ravestein, ginnasiarca tedesco, viene nominato presidente onorario e La Ginnastica diviene l'organo giornalistico ufficiale. Costantino affronta ora un periodo di intenso lavoro, preso non solo dalle incombenze veneziane, ma dalla tessitura dei rapporti per la Federazione con le altre società lungo il territorio nazionale, stringendo amicizie all’interno del Regno d’Italia, in particolare nel Triveneto, in Emilia, in Liguria e a Trieste (ancora sotto l’amministrazione asburgica). Il Congresso di Genova nel settembre del 1869, previsto anche per consolidare la fase costitutiva della Federazione, scivola però nella direzione non voluta dai veneziani che disertano, per vari motivi, l'assemblea. I soli Emilio Baumann — amico e compagno di Costantino fin dai tempi del Primo Corso Magistrale di Ginnastica a Torino — e Francesco Ravano non reggono l'urto del gruppo dei torinesi che conquistano la presidenza con Ernesto Ricardi di Netro, presidente della Ginnastica Torino. Costantino riesce però a mantenere il periodico La Ginnastica, che rimane sotto la direzione di Francesco Ravano svincolato dalla FGI e ancora di sua proprietà.

Non resta comunque inoperoso Costantino che accetta anche un contratto di consulenza e direzione della Federazione tedesca e austriaca di ginnastica e trova il tempo per formulare la richiesta di apertura di un Officio Sanitario Permanente probabilmente sulla scia di quanto discusso al 3º Congresso della Pace a Losanna nel settembre del 1869, presieduto da Victor Hugo, dove si discute di Stati Uniti d'Europa su base repubblicana e federativa (più tardi, dopo la guerra franco-prussiana, Costantino tornerà anch'egli sul tema degli Stati Uniti d'Europa). A Venezia, la ginnastica scolastica ha un notevole sviluppo, si passa dai 200 allievi iniziali di Costantino nel 1867, ai quasi 7.000 registrati qualche anno dopo da Pietro Gallo in qualità di direttore della ginnastica delle scuole comunali, con ben 3.000 bambine dallo zero iniziale e affiora sempre più convinta l'ipotesi di una palestra centrale abbinata ad una grande società aperta a tutti.

Le incertezze della FGI, i mancati Congressi del 1870 e del 1871 inducono Reyer e Gallo ad un viaggio di studio, documentato dal Diario Ginnastico di Pietro Gallo, che partendo da Venezia — il 3 agosto 1871 — tocca il Triveneto, la Germania e termina in Austria, a Graz, seguendo anche una traccia “irredentista” lungo territori di forte bilinguismo. Il viaggio, che segue di qualche mese l'aiuto dato a Baumann per la fondazione della Virtus Bologna, appare anche una specie di addio al celibato di Costantino, che si sposa, il 17 settembre 1871, sempre a Graz con la nobildonna triestina Clementina Galler, imparentata con uno dei protagonisti della vita politica dell’impero asburgico, Klemens von Metternich.

Al ritorno del viaggio, Pietro Gallo, dopo aver dato alle stampe assieme a Costantino il saggio Osservazioni sulla ginnastica in Italia e In Germania, inizia con più convinzione a portare avanti il progetto di palestra unica in città coordinandosi intensamente con l'ambiente politico veneziano e mettendo nero su bianco l'idea di utilizzo della Scuola Grande della Misericordia nel sestiere di Cannaregio, come grande palestra pubblica della città (l’edificio sansoviniano verrà acquisito dalla Società Reyer soltanto nel 1914). Nel settembre del 1872 a Verona la FGI riesce tra mille difficoltà ad andare a Congresso. Ricardi di Netro, che si è già sfilato in precedenza rassegnando le dimissioni, riesce però a proporre la presidenza al fidato Sebastiano Fenzi, toscano, patriota, amico personale di Giuseppe Mazzini, nonché ginnasiarca della prima ora, vicino alla “scuola torinese”, portando la nuova sede a Firenze. Gallo e Costantino, entrambi presenti, ne escono particolarmente delusi, ingabbiati dalla regia dei piemontesi e in particolare da Felice Valletti, braccio destro di Ricardi di Netro e delusi dai voltafaccia del veronese Francesco Cajol, tra i fondatori nel 1869 della FGI.

A Venezia così si accelerano i tempi di fondazione di una nuova società ginnastica a carattere pubblico e a novembre del 1872 avviene l'operazione: Antonio Fornoni, sindaco di Venezia è il primo presidente eletto della Società Veneziana di Ginnastica. Gallo ne diviene il Direttore Sportivo e Palazzo Diedo, nel sestiere di Cannaregio, sarà la prima sede con palestra coperta. Costantino non è presente, ha lasciato da poco la residenza veneziana, dopo aver lavorato come insegnante al Liceo Marco Polo e alla scuola Tecnica di San Stin, anche se ritornerà, nel settembre, in occasione dell'Ottavo Congresso Pedagogico Italiano come presidente dell'undicesima sezione che si occupa di ginnastica. Non ci sono notizie precise sulla chiusura della sua palestra privata ai Santi Apostoli, forse avvenuta in sordina o assorbita dall'attività del primo asilo d'infanzia froeberiano aperto negli stessi spazi già nel novembre del 1869, da Emilia Frӧhlich.

La nuova società viene dedicata, su iniziativa di Pietro Gallo e del giovane Apollo Barbonuno dei protagonisti dell’epopea veneziana — proprio a Costantino Reyer che accetta con una bella ed affettuosa lettera. L'intestazione della Società, tra l'altro, lo mette davanti al rivale Sebastiano Fenzi che solo un paio d'anni dopo avrà anche lui una società dedicata a proprio nome nella città di Livorno. La novità dell'apertura della Costantino Reyer non è la sola in città dato che nel sestiere di Dorsoduro si registra la quasi contemporanea apertura di una lussuosa palestra privata, la Bellussi-Coda, nell'alleanza tra le due scuole di armi bianche presenti a Venezia, e il formarsi di una Società di Solazzieri o della Dodesona, specialisti del canottaggio e della voga alla veneta coordinati dal barone Ferdinando Swift, che sarà negli anni successivi anche vice-presidente della Costantino Reyer e il probabile proprietario della gondola a 12 remi, la Dodesona, primo nucleo di appassionati che darà poi il via alla fondazione della Società dei Solazzieri Bucintoro nel 1882.

Dell'attività di Costantino per la Federazione tedesca e austriaca rimangono alcuni documenti sugli organi di stampa locali e un libricino pubblicato a proprie spese a Graz nel 1873 — Statistik der deutschen Turnvereine — importante per almeno un paio di motivi: il primo perché rappresenta l'unica pubblicazione a firma unica fin qui ritrovata; il secondo perché Costantino manifesta la sua insoddisfazione per la scarsa partecipazione e collaborazione delle società tedesche alla sua iniziativa.

Del resto le cose non vanno meglio in Italia dove la legge in via di definizione su proposta dal ministro dell’Istruzione Francesco De Sanctis per la costituzione di nove scuole di ginnastica a Bari, Bologna, Catania, Firenze, Napoli, Padova, Palermo, Roma e Torino esclude clamorosamente sia Venezia sia Genova. La resa dei conti avviene al quinto Congresso di Bologna nel 1874, dove Baumann, Ravano e Reyer vengono platealmente esclusi dai lavori della Federazione. Questo gruppo di innovatori, capitanato sempre da Costantino, non perde tempo e fonda una nuova Federazione delle Ginnastiche d’Italia, la FGDI — che si contrappone alla FGI — eleggendo il periodico La Ginnastica, come proprio organo di stampa. Sempre nel 1874 la Municipalità di Venezia inserisce la ginnastica come materia obbligatoria in tutte le scuole e in tutte le classi, anticipando di quattro anni la riforma statale dello stesso ministro De Sanctis, consentendo di prevenire il disagio provocato da alcune malattie derivanti dalla poca cura nell’educazione fisica, dalla scarsa igiene personale e dalla diffusa indigenza.

Il Municipio finanzia anche corsi gratuiti per operai e studenti tramite la Società Veneziana di Ginnastica Costantino Reyer e i propri maestri. La FGDI organizza il primo Congresso Internazionale a Treviso nel maggio del 1875 e qualche mese dopo quello federale di Vicenza, dove si distingue, tra gli atleti, Arnoldo Cibin, altro grande protagonista della vita sportiva veneziana a cavallo tra '800 e '900, come formidabile atleta, dirigente e maestro della Reyer e successivamente anche come canottiere della Bucintoro. Costantino affianca la sua attività nell'ambito della ginnastica — è nominato a Dresda Presidente della Federazione Ginnastica Tedesca — a quella di studioso di linguistica, dando pubblicità al progetto del Volapük, lingua unica per le attività commerciali, anticipando il più noto Esperanto che troverà diffusione negli stessi anni. Il secondo Congresso Internazionale della FGDI viene disputato a Venezia nel 1876 presso le strutture del “Liceo Convitto Marco Foscarini”, dove le relazioni europee di Costantino consentono l'arrivo di alcuni ginnasti tedeschi e austriaci, ma non la sua presenza, perché impegnato a Graz per la nascita del terzogenito, Augusto (il primogenito Alfred era nato e morto nel 1873, il secondogenito Ugo era nato nel 1874). Il Congresso è ricordato con una grande targa in marmo all'interno del “Foscarini” stesso.

L'anno successivo, il 1877, Costantino viene nominato direttore tecnico presso la Scuola Magistrale di Ginnastica Razionale di Bologna, fondata da Emilio Baumann presso le strutture della Virtus. Il discorso di apertura all’atto della fondazione è di Giosuè Carducci che viene apertamente contestato dai cattolici; viene altresì contestata, da parte della FGI e in particolare da Fenzi e da Valletti, la nomina di Costantino come direttore tecnico. La contestazione è motivata dall'ostilità di quest'ultimo verso le teorie del maestro Obermann e anche, paradossalmente, perché considerato "straniero". A Vicenza tra il 29 giugno e il 2 luglio 1877 si tiene il terzo Congresso Internazionale con le grandi prove ginnastiche di Cibin, la presenza del professor Otto Jӓger, giunto a piedi nella città berica da Stoccarda e premiato con un prezioso revolver (di moda nelle società di tiro a segno) messo a disposizione da Giuseppe Garibaldi in persona, sollecitato in precedenza dal Comitato Organizzatore. Il Congresso vicentino è il contesto dove Costantino rilancia la sua proposta — denominata Riforma Reyer — di pratica diffusione e proselitismo dell'educazione fisica tramite 69 responsabili provinciali, uno per ogni provincia italiana. Progetto federalista e di distribuzione capillare che verrà fortemente osteggiato dai torinesi. Sulla scia inizia anche un tentativo di riunificazione delle due federazioni concorrenti. Diversi sono gli approcci, i conflitti, gli allontanamenti, i riavvicinamenti. Costantino è protagonista nella difficile trattativa che vede coinvolti come principale controparte Sebastiano Fenzi e Felice Valletti, le società del Piemonte e quelle dell'area centro-meridionale d'Italia con la burocrazia romana che accelera le proprie manovre di accentramento. Nel 1879 continuano gli approcci per la fusione delle due federazioni, a maggio però deluso dal nulla di fatto Costantino rassegna le dimissioni dalla commissione continuando nell'opera di diffusione dell'educazione fisica soprattutto nella provincia veneziana, in Emilia e in Friuli.

Ma non rinuncia ai tentativi di riunificazione: l'occasione è la Grande Festa della Ginnastica di Francoforte che si tiene dal 24 al 29 luglio del 1880. La festa coinvolge un numero altissimo di atleti — 12.000 — provenienti anche dall'America, e non prevede la presenza di alcun atleta o maestro italiano. È proprio Costantino, coinvolto nella manifestazione come organizzatore e giudice, a smuovere le acque scrivendo un'accorata lettera al ministro De Sanctis, che chiude con il motto "Volere è potere". De Sanctis in tempi rapidissimi stila le convocazioni dei maestri e dei ginnasti, poco più di una ventina, tra i quali Fenzi presidente della FGI e Giovan Battista Bizzarri presidente della FGDI. Durante il soggiorno a Francoforte i ginnasiarchi riescono anche a raggiungere un importante protocollo d'intesa per la riunificazione, ma il riluttante Fenzi farà in seguito saltare gli accordi. La spedizione è anche importante perché il confronto sportivo è serrato e gli italiani non sfigurano con i maestri degli altri paesi, ma soprattutto lo è per la visita di cortesia alle industrie di attrezzi sportivi. In particolare viene stilato un preciso resoconto sul rivoluzionario attrezzo definito canestro — korbball in tedesco, ovvero, pallacanestro — da parte del medico padovano Giovanni Orsolato, pubblicato sulle pagine de La Ginnastica. Canestro e pallone di gomma come svago, che ha tutte le caratteristiche del moderno sport cui si ispirerà James Naismith per la diffusione del basketball, qualche anno dopo negli Stati Uniti.

Delegazione italiana alla "Grande Festa della Ginnastica di Francoforte" del 1880 composto da poco più di una ventina tra maestri e ginnasti (Archivio famiglia Gallo). Partendo dalla seconda fila in basso, Costantino Reyer è il terzo, da sinistra (immagine tratta dal libro "Costantino Reyer e Pietro Gallo" di Crovato e Rizzardini, Marsilio - per gentile concessione degli autori).

L'opera di proselitismo prosegue incessante anche dopo la Festa di Francoforte e nonostante i duri attacchi, anche personali, cui è soggetto Costantino: quest'ultimo, assieme a Gallo e a Cibin riesce ad aggregare moltissime società della provincia veneziana. Nei mesi successivi una clamorosa polemica investirà Costantino, che rifiuta la nomina a cavaliere propostagli dal governo. Egli infatti interpreta il riconoscimento come un gesto “politico”, un “contentino”, per farlo tacere e per ostacolare il suo progetto inteso a decentralizzare lo sviluppo della ginnastica, “coll’intento d’innalzarla ad un sistema razionale di educazione fisica quale nessun popolo lo ebbe finora”. Costantino conclude la sua garbata lettera di rifiuto al Ministro ricordando che

“…Questi venti anni mi consumarono la salute, la gioventù ed un patrimonio. Non ambisco altro utile od onore che di vedere la ginnastica in Italia a quell’altezza di cui è capace; e per la cura che il Governo ne prende e per l’intelligenza e devozione che distingue i miei colleghi. Sarà nelle mani di V.E. soddisfare questa mia unica ambizione coll’attivare il progetto annesso. Siffatta onorificenza accetterò con somma gratitudine. Co’ più fervidi voti per il benessere dell’Italia, ho l’onore di protestarmi di Vostra Eccellenza devotissimo. Graz addì 29 giugno 1881”.

Felice Valletti che da Roma tesse la trama commenterà cinicamente il rifiuto con le idee repubblicane se non socialiste di Costantino che subisce anche la censura del gruppo dei ginnasiarchi legati alla FGI, in Congresso a Napoli, e al contrario l'appassionata difesa degli emiliani-veneti e liguri della FGDI (in Congresso a Torino). Costantino parte al contrattacco e fonda in successione il corpo dei pompieri volontari, l’associazione Maestri di Ginnastica, la Federazione dei Pompieri Italiani, la Società di Pronto Soccorso, il periodico Il vigile italiano e a Udine la Società Magistrale Friulana (la Società Magistrale degli insegnanti).

Mentre Valletti diviene Ispettore Generale della ginnastica in Italia, Baumann tra molti contrasti e pesanti ripicche, diviene Direttore della Scuola Normale di Ginnastica di Roma, l'unica rimasta dopo il repentino scioglimento delle altre sedi. Gli equilibri rimangono precari e si notano continue iniziative per smuoverli a proprio vantaggio. Così va interpretata la fondazione a Venezia dell'Associazione Maestri di Ginnastica, nel 1882, assieme a Baumann e Gallo. L'accelerazione di Costantino è forte anche per il rinnovato impegno di federare nuove società friulane a Chiusaforte, Tolmezzo, Gemona, Tarcento e Tricesimo e non mancano nuove idee come quella del progetto di campo alpinistico estivo da tenersi a Chiusaforte.

Costantino accetta la presidenza onoraria della Società di Ginnastica di Palmanova, quella, sempre onoraria, della Società Ginnastica Alpina di Belluno, la direzione del settore ginnastica dell'Unione Ginnastica Triestina, ma viene costretto per quest'ultima, dopo un paio di mesi alle dimissioni dalle pesanti pressioni dell'autorità austriaca. Si consola o prende fiato giocando a scacchi a Venezia nel IV Congresso Scacchistico Nazionale organizzato dal Circolo Carlo Salvioli. Nel 1883 avviene un fitto scambio di corrispondenza tra Reyer, Valletti e Fenzi per la riunificazione delle due Federazioni e per il riconoscimento economico e sociale dei maestri di ginnastica. Reyer e Gallo iniziano il sodalizio attivo con Antonio Fradeletto — l’ideatore della Biennale d’Arte — abbinando in maniera forse ancor più esplicita cultura e iniziative sociali nei loro processi di promozione dell'educazione fisica. Le iniziative riguardano la lotta al colera e alle epidemie che si succedono; l'organizzazione di conferenze per l'igiene pubblica e la diffusione delle vaccinazioni coinvolgendo attivamente le dirigenze delle società Reyer e Canottieri Bucintoro.

La fusione o la rifondazione in un’unica Federazione portata avanti, tra gli altri, anche dalla società Pro Patria di Milano, giunge a buon fine dopo alcuni aspri anni di lotte e con il Congresso di Roma, nel dicembre 1887, dove nasce la Federazione Ginnastica Nazionale Italiana — FGN — con presidente il generale Luigi Pelloux. La cosa riesce manifestamente indigesta a Costantino che ha dovuto anche subire la chiusura, probabilmente forzosa, de La Ginnastica; fonderà nel frattempo a Padova, nel gennaio del 1888, La Nuova Ginnastica che porta il significativo sottotitolo di Organo della Federazione delle Società Ginnastiche Italiane. La costituzione della FGN non smorza le tensioni e le accuse di immobilismo si sprecano. Per questo nel 1888 viene fondata la prima federazione sportiva autonoma italiana. È il Rowling Club Italiano, che si occupa esclusivamente di voga e canottaggio e che vede tra gli iscritti sia la Costantino Reyer che la Canottieri Bucintoro. Il gioco si fa ora a tutto campo per controbattere il centralismo (prima di Torino poi di Roma): Costantino e Gallo affiancano il colonnello Enrico Bertet nel rilanciare l'idea di Nazione Armata abbinata al progetto delle Palestre Marziali, un'organizzazione di carattere unitario (scopo, programmi, uniformi, attrezzi) in ognuno degli oltre ottomila comuni italiani con a capo il sindaco della comunità.

Si allea ai soliti noti della scuola emiliano-veneta e fa sponda con l'intellettuale Fradeletto — primo presidente della Palestra Marziale di Venezia — con il quale fonda la Lega fra gl'Insegnanti di Venezia e Provincia, azione anche conseguente alla combattuta unificazione a Roma delle associazioni Maestri di Ginnastica. In questo periodo Costantino è molto attivo in Italia: frequenta, tra i tanti, anche Ernesto Teodoro Moneta, premio Nobel per la pace. Dopo aver riaperto la pubblicazione de La Ginnastica nel gennaio del 1889, è per diversi mesi a Venezia dove assieme a Barbon, Cibin, Fradeletto, Gallo e un attivissimo Piero Foscari pianifica il rilancio e il riordino di tutta l'attività sportiva veneziana. Con Foscari alla presidenza, Costantino per la prima volta entra nel consiglio direttivo della società intestata a suo nome con l'incarico di direttore sportivo.

Il rientro veneziano di Costantino avviene anche con la scusa dell'apertura di un suo istituto linguistico, dove insegna gratuitamente, alla stregua dell’esperienza maturata a Klagenfurt e Graz, confermando la sua vocazione di benefattore. Costantino farà anche parte della Commissione della Federazione di Ginnastica che approverà in pianta stabile l'esibizione e i tornei degli sport di squadra nei concorsi organizzati dalla stessa Federazione, portando a termine il ventennale lavoro dei ginnasiarchi emiliano-veneti e friulani nella scoperta, interpretazione e diffusione di nuovi sport che provengono dal mondo anglosassone, tra i quali il foot-ball, (il calcio), per il quale Pietro Gallo assume, a Venezia, il ruolo di indiscusso apripista.

Il rilancio delle società veneziane proseguirà con Piero Foscari, nel nuovo secolo, una volta lasciata definitivamente Venezia da parte di Costantino: l'organizzazione dei campionati italiani ed europei di nuoto e canottaggio, il lancio dei giochi biennali Reyer al Velodromo di Lido (tamburello, palla vibrata, calcio), il successo della Palestra Marziale che intercetta la totalità del mondo scolastico veneziano e la successiva fondazione delle prime società di calcio a Venezia e a Mestre. Nel 1907 la Società Reyer si conferma protagonista anche in occasione del VII Concorso Ginnastico Nazionale allo Stadion di Sant'Elena patrocinato e presieduto dal Re d'Italia, dove, tra diversi eventi, viene presentato il moderno gioco del basket-ball.

Costantino viene invitato e giunge con i due figli in città, accolto come un vero e proprio eroe e premiato con una medaglia d'oro dalla Municipalità. Anziano ma ancora vitalissimo, travolgente nelle sue iniziative come il Natale di Roma e il progetto di palestre pubbliche, filantropo nell'investire le sue risorse per la gioventù sportiva e per le iniziative culturali si dimostra ancora una volta un vero e proprio protagonista. Complice la crisi politica europea e le tensioni tra Italia e Austria ritornerà solo due anni dopo e per l'ultima volta a Venezia, per raccogliere assieme a Pietro Gallo gli ultimi onori e riconoscimenti. La Prima guerra mondiale e le vicende personali, morte della moglie e la salute che peggiora, costringono Costantino ad abbandonare la residenza triestina e a ritirarsi definitivamente a Graz, dove muore, in via Villefortgasse 13, il 25 marzo 1931. Viene sepolto nel cimitero di St. Leonard a Graz, la tomba, in tempi recenti è andata distrutta ed i resti dispersi perché non rivendicata da alcun parente e perché non ritenuta "storica" dalla municipalità stiriana.

(gc) (ari)

Pubblicato: Sunday, 25 February 2018 — Aggiornato: Monday, 07 May 2018