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Narratione

Viene bagnata essa citta non come molte altre da alcuna parte con le onde del mare. Ma essa tutta in mezzo le acque è posta, nella quale oltre gli edificij non facilmente cosa alcuna vi troverai, che non sia mare, perche più acconciamente per nave, che per terra vi si va, come che ne questo sarebbe concesso, se con ponti non si congiongessero i rivi, co quali non solamente le isole ma quasi tutte le case disgionte sono.

Quello anchora più di maraviglia dona, quando, che le acque ogni sei ore sono mosse, et mutasi l’aspetto del luogo, che ove pur dianzi per alte onde si navicava, poco appresso n’appaia il terreno, et in un momento tutto ciò che in ogni luogo era scoperto, veggasi da subita acqua coprire. La qual perpetua variatione del movimento del mare non consente, ch’un tanta copia di fango cosa alcuna nociva possa crescere.

Quanto vi sia poi l’aria temperata percio massimamente si puo intendere, che ad ugual conditione piu numero de vecchi in questa sola, che nelle altre terre et citta d’Italia si trovano, et quelli di corpo piu sodo, et meno da infermita offeso; et il vento ostro, all’Italia poco sano, a questa citta non da gran noia, come quello ch’in tanta ampiezza di mare quanta egli da Libia ad Adria ha a voltare, rotto, meno violente v’arriva, ovvero certamente, che quanto piu agli Alpini freddi s’avicina, tanto meno per simile incontro si fa trepido, onde fassi, che eccetto le grandissime unde non senza movimento del mare al lito spinte dal vento, la citta nient’altro di noia sostenga. Ma perche non venimmo a scrivere queste cose, al mio ordine ritorno.

— Stai leggendo un estratto dal nostro libro Del sito di Vinegia. La più antica guida di Venezia, scritto da Marco Antonio Sabellico, curato da Maurizio Vittoria e disponibile anche in e-book.

L’aspetto di Vinegia.

Se alcuno in alto luogo come da una vedetta harra considerata la citta, pareragli l’aspetto di quella piu tosto rotondo, che d’altra figura, aggiungendo alla citta la giudaica isola, la quale a forma di teatro piegata per due stadi gli è all’incontro, et quello fassi per l’altezza d’edificij, che non lasciano vedere l’acqua, che qua o la entra, a chi da lontano guarda.

Non voglio però affermare, che sia ella al tutto rotonda in guisa che alcuna inegualità in luogo alcuno non vi si vegga, quando, che veramente et alla chiesa Olivolense che guarda verso oriente, et in capo di Canareggio tra Settentrione et il Solstizio d’occidente, et ancora alla chiesa di santa Marta, che al tramontare del sole nel verno piegasi, come in tre cantoni piu in fuori si stendono gli edificij, ma quelli per gran spatio tra se lontani et dalle case interposte rimossa quasi ogni piegatura, rotonda figura piu tosto, che alcun’altra alle case danno.

Oltre ciò la frequenza et somma altezza non lascia, che le acque nella citta pienamente si veggano. Onde aviene, che s’alcuno di sopra d’alcuna piu alta vedetta contemplasse la citta, un’immagine della terra de torri piena in mezzo l’oceano mare gli parrebbe vedere. Naviganosi esse acque alla citta vicine non con minor copia di navi, che l’altro mare, ma da sperti dei luoghi con Lembi o più leggieri navi, di onde si comprende che la citta in luogo più sicuro è posta, che se da alto mare venisse bagnata. Si frequentano adunque le acqui d’attorno le mura ad uso delle cose vicine et al pescare, et come che non siano grandi, tuttavia d’un lago hanno presenzia, percio che essendogli opposto il lito non cosi agevolmente come nel mare sono mosse, et ove si movano non con tanto furore incrudeliscono, benche io non niego che in questi luoghi anchora gli huomini da subita fortuna compresi, non sogliano alle fiate pericolare, pur cio di rado avviene.

Scritto da: Marco Antonio Sabellico Curato da: Maurizio Vittoria

Questo contenuto appartiene alla serie del libro: Del sito di Vinegia. La più antica guida di Venezia

Un libro che è un'autentica e curiosa macchina del tempo, per vedere la Venezia del '500, tra storia, aneddoti e curiosità

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