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Insolita fortificazione ottocentesca la cui architettura risulta anomala rispetto agli altri forti militari eretti dalle amministrazioni francesi e austroungariche.

Sulla punta di sud-ovest dell'isola di S. Erasmo, di fronte al porto del Lido, è presente l’unico esempio rimasto in Italia di torre massimiliana.

Dopo la caduta della Serenissima nel 1797, iniziò la militarizzazione della laguna veneziana a cura dei governi francese e austroungarico i quali istituirono la Piazzaforte Marittima a Forti Staccati; questo comportò la realizzazione di comandi militari e caserme dislocati in ogni convento soppresso della città e in quasi tutte le isole della laguna.

La Torre Massimiliana venne costruita dagli austriaci tra il 1843 e il 1844 che occupavano militarmente e politicamente il Lombardo-Veneto; fu realizzato sopra ai resti di un precedente forte fabbricato dai francesi durante l'occupazione napoleonica tra il 1811 e il 1814.

Struttura a forma circolare costituita di una superficie coperta di 600 mq. a cui aggiungere alcune opere poste all'esterno, quali: la cisterna, il magazzino delle munizioni e alcune postazioni d’artiglieria. Attraversando l'atrio d’ingresso, anch’esso di forma circolare, si raggiungono quindici celle suddivise su due piani di circa 40 mq. l’una. Il primo piano era munito di una serie di cannoniere e armato di una batteria di cannoni sul terrapieno di copertura che potevano ruotare a giro d'orizzonte — ovvero a 360° — grazie ad una speciale rotaia, permettendo così una copertura pressoché totale del territorio.

Insieme alla Batteria Sant'Erasmo (1859-64), ai Ridotti di Sant'Erasmo Vecchio e Nuovo (1811-14 e 1832-33) e alla Testa di Ponte di Sant'Erasmo, ha costituito il nucleo chiave della serie di opere a difesa di tutta l'area dell'isola e con essa l'ingresso del porto del Lido.

Il nome "Massimiliana" deriva dall’inventore di questo inusuale tipo di forte: l’arciduca Massimiliano Giuseppe d'Austria – Este (1782-1863), terzo figlio dell'Arciduca Ferdinando d'Austria – Este, governatore della Lombardia e duca di Modena, che si ritirò nell'isola di Sant'Erasmo nel 1848 durante uno dei peggiori momenti delle guerre risorgimentali italiane.

Nell'isola veneziana, è presente l’unico esempio rimasto in Italia di torre massimiliana, interpretazione delle antiche Torri Martello costruite in Inghilterra nel XIX secolo per difendere la Manica.

La torre venne impiegata come batteria contraerea durante la seconda guerra mondiale ed occupata dalle truppe tedesche dopo il 1943. Alla fine della guerra nell'aprile '45, fu fatta saltare in aria dagli occupanti in fuga che, fortunatamente, la danneggiarono solo in parte. Divenuta di proprietà del Demanio, è stata data in concessione al Comune di Venezia il quale la assegnò all’Istituzione “Parco della Laguna”. Dal primo settembre 2016, con Deliberazione n. 40 del 29 luglio 2016, l'istituzione Parco della Laguna Venezia è stata sciolta.

Nel 2004, lo stabile ha subito un filologico intervento di restauro realizzato dal Consorzio Venezia Nuova, nell’ambito dell’Accordo di Programma stipulato tra Comune di Venezia, Regione del Veneto e Magistrato alle Acque. E' stato rispettato l’assetto architettonico dell'epoca inserendo strutture totalmente amovibili che consentano un uso quotidiano. E' stato sistemato anche il terreno di pertinenza, gli accessi, gli argini e altri manufatti di difesa militare di epoche successive. Oggi viene utilizzato come spazio espositivo, museale ed associativo. 

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