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Nell’Alto Medioevo la scrittura era nelle mani di pochi. E non si può nemmeno affermare che fosse un “affare” di uomini bensì di una ristretta cerchia di maschi: scrivani, notai, cancellieri, chierici, spesso al servizio di altri. Il valore sociale della scrittura in quanto codice di scambio non era rilevante e gli autori erano soliti dettare le loro composizioni. 

La produzione e la diffusione di testi, saperi e informazioni erano garantite con efficacia dalla vasta gamma delle articolazioni dell’oralità, legata a un mondo di voci, suoni e ritmi. E in questo universo sonoro le donne partecipavano da protagoniste. 

La scrittura era coltivata nei monasteri, luoghi in cui si era mantenuta una tradizione d’insegnamento e di avviamento alla conoscenza del latino, la lingua letteraria e della scrittura sino all’Alto Medioevo. Pur con esiti non sempre elevati e con competenze grafiche assai differenziate, i monasteri erano luoghi di promozione culturale sia per gli uomini che per le donne. Un monastero era un’unità amministrativa situata nel territorio, con terre e proprietà: le monache dovevano pertanto apprendere a governare un’entità complessa e la scrittura era l’indispensabile strumento di gestione di acquisti, vendite, affittanze e rendiconti delle spese della comunità.

Registri e libri di conti, cartulari, testamenti, lettere: le badesse e le loro collaboratrici avevano indubbiamente le dita sporche di inchiostro.

Se pochi sono i documenti sopravvissuti, Le ricerche più recenti hanno fatto luce sul mondo delle copiste, a lungo ignorato o trascurato, risultati sorprendenti.

In questa copia redatta tra il 1130 e il 1174 in littera textualis delle Etymologiae e del De natura rerum di Isidoro di Siviglia, otto copiste del convento benedettino di Munsterbilzen, vicino a Maastricht, hanno lasciato il loro nome (la prima è Gertrut) insieme a un’invocazione affinché Dio potesse liberarle dalle pene e accoglierle in Paradiso e infine un anatema verso chiunque avesse osato rubare il libro.

Londra, British Library, Harley ms 3099

(tp)

Fa parte della serie: Storia delle scritture delle donne in Europa di Tiziana Plebani
Pillole di storia scritte da Tiziana Plebani, provenienti dalla sua ricerca confluita nel libro Le scritture delle donne in Europa (Carocci editore) e un omaggio all’8 marzo.

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