Venipedia®

Una nuova puntata per il percorso di documentari ed interviste di Venipedia TV: una poetessa che la critica considera una delle voci poetiche contemporanee più originali, riconosciuta per il suo taglio narrativo e i toni leggeri, pieni di oggetti e colori. Il suo nome è Bianca Tarozzi.

Di Venezia sicuramente tutti conosciamo cosa significa varcare la soglia di un museo, di un palazzo aperto al pubblico, di una chiesa, addirittura di un bar. Una cosa naturale come il respirare è gironzolare tra le calli e i campi della città, guardando qua e là, passando davanti a cose note e meno note.

I più attenti sapranno perfino dove "stanno di casa" i personaggi di spicco, musicisti, attori, magnati dell'industria, collezionisti famosi e via dicendo che di Venezia ne hanno fatto meta preferita per la villeggiatura.

Ma Venezia è anche una città, che vive, pulsa, si evolve e svolge il suo ruolo di città, appunto.

Come in ogni città che si rispetti, nonostante ormai spesso la percezione dei luoghi più frequentati sia più vicina ad un museo all'aperto che ad una città vera e propria, in essa vi abitano una varietà multicolore di persone, dalle più variegate provenienze, culture, professioni e storie.

Così capita spesso di passare in questa calle, in quel campo, in quella corte e non avere la percezione che possa essere l'abitazione di una persona che svolge un ruolo importante nella nostra società, che magari abbiamo visto in televisione, abbiamo ascoltato alla radio o ad un convegno importante.

Per cambiare questa percezione, circa un anno fa abbiamo voluto avviare un esperimento innovativo e mai fatto prima: portare alcuni degli eventi più importanti che si svolgono in città — convegni, conferenze, inaugurazioni, ... — nelle case di tutti, in diretta, in modo seriale e subito dopo disponibili per la visione in differita, a scelta. On demand, come si direbbe in gergo oggi.

Un esperimento riuscito, che abbiamo deciso di potenziare e che continueremo a offrire.

Con l'intervista-documentario-estratto di qualche mese fa dedicata a Tito Canal, padre dell'archeologia lagunare, abbiamo fatto da apripista ad un nuovo ciclo di Venipedia TV su cui stiamo lavorando: portare a conoscenza quelle persone che svolgono un ruolo importante in città, nella società e talvolta nel mondo, dandone un contributo importante. Parlarci assieme, scoprire parte della loro storia, delle loro idee e del rapporto con la città.

Il secondo episodio è dedicato ad una donna, una poetessa. Si chiama Bianca Tarozzi, incontrata a casa sua, in una splendida giornata primaverile.

Abbiamo messo insieme il nostro progetto con quello di Alessandra Nucci, già autrice della scheda dedicata alla poetessa qui pubblicata, che ne ha curato le domande e ne sono usciti 20 minuti tutti da vedere.

Per comodità vi diamo due versioni delle domande, quella breve e quella completa.

La versione breve delle domande

  • Da cosa nasce il suo ultimo lavoro "Tre per dieci" e come mai l'uso di un titolo che adotta una formula dal sapore boccaccesco?
  • Qual è il motivo di questa costellazione di figure femminili presenti nella sua poesia, che oscillano tra il carattere mitico di Penelope e il quotidiano della madre?
  • La poesia e i bambini, due linguaggi affini tra loro che conservano l'incanto e lo stupore: quale linguaggio rivolgere a questi ultimi?
  • Qual è il suo rapporto con Venezia, e le altre città dove ha vissuto?
  • C'è un libro, che lei ha letto, la cui voce in qualche modo si porta sempre con sé più di altri?

La versione completa

  • La sua poesia appare come una delicata riflessione sui rapporti tra linguaggio e realtà. E sul tempo. Riesce a rendere le figure, le storie, le descrizioni provvisorie, con lo stesso gesto, quello della scrittura, con cui si vorrebbe dar loro una stabilità. L'immagine dell'erbario, che si trova nella sua ultima raccolta, mi sembra particolarmente significativa a questo proposito. Parliamo allora proprio di Tre per dieci: da cosa nasce questo suo ultimo lavoro? Come mai la decisione di utilizzare come titolo una formula dal sapore boccaccesco ?
  • La sua poesia è un universo costellato di figure femminili, dal carattere mitico come Penelope o intimo e quotidiano come quello della madre. Qual è il motivo di questa scelta?
  • Il linguaggio della poesia in fondo non è poi così lontano da quello dei bambini, ne conserva l'incanto e lo stupore. Lei ha scritto anche storie per bambini come Il principe e la rosa, Il mondo di Ivo e Storia di Matilde. Qual è il linguaggio e quale l'attenzione che si deve prestare nel rivolgersi a esseri umani non ancora presi in ostaggio dalle sovrastrutture e dalle convenzioni?
  • "Lupini, noccioline/ americane...Inoltre sulla piazza/ecco impazza il mercato, ed è l'eterna fiera del desiderio inappagato", lo scorcio di una città da Prima e dopo. Qual è il suo rapporto con Venezia, con questa città unica in cui ha studiato, in cui vive che è forse la sua patria artistica? Come scrive Calvino possiamo amare una città se vi troviamo le riposte che cerchiamo e che non abbiamo trovato altrove. Quali sono le risposte o gli interrogativi che le ha posto questo luogo?
  • Per finire vorrei farle una domanda da lettrice. Ognuno di noi, dopo aver letto un libro, si porta dentro una voce che più di altre modifica e orienta il proprio sguardo sulla realtà. Ha anche lei una voce che sente più forte delle altre? O una frase che vorrebbe lasciare come omaggio a chi ascolta?

Buona visione.

Leggi anche