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Nicolò Balbi fece erigere questo palazzo dall'architetto e scultore Alessandro Vittoria che da Trento si trasferì appositamente a Venezia nella bottega del Sansovino e terminò i lavori in 8 anni (1582 - 1590): il risultato finale fu un capolavoro e rappresentò uno dei primissimi palazzi barocchi di Venezia, propulsore dello sfarzo seicentesco e preso come esempio da molti architetti per l'edificazione di molti altri palazzi.

Un curioso aneddoto è legato a questo palazzo: si narra che Nicolò Balbi, membro del Maggior Consiglio, abitava in un appartamento vicino al luogo dove sarebbe poi stato eretto il suo palazzo e che una mattina, mentre stava andando in Senato, essendosi scordato, in buona fede, di pagare l'affitto, fu attaccato dal proprietario - affittante della casa che gli ricordò in malo modo della dimenticanza. Nicolò saldò immediatamente il proprio debito ma rimase così offeso dell'affronto subito che non volle più restare in quella casa e decise di farsi costruire un'abitazione propria. Lasciò, quindi, la vecchia residenza e, attendendo che il nuovo palazzo venisse eretto, si stabilì, assieme alla famiglia, in una grande barca ormeggiata esattamente davanti all'abitazione del suo ex padrone di casa in modo da togliergli luce.

Edificato con sistema a trittico come molti altri palazzi veneziani ma, ciò che esce dalla tipica architettura dell'epoca, sono le finestre e le porte caratterizzate da cornici estremamente eleganti con timpani mistilinei che riprendono lo stile del suo maestro Jacopo Sansovino e anticipa quello del Longhena.

I piani nobili, di dimensioni ed architettura equivalenti, sono ripartiti in verticale attraverso delle lesene e separati orizzontalmente da un ampio marcapiano; in centro compaiono due trifore a tutto sesto una sotto l'altra con coppie di sottili colonnine ioniche e balaustra mentre lateralmente una coppia di monofore rettangolari con timpano. Tra le finestre del primo piano sono incastrati bassorilievi rappresentanti i due stemmi della famiglia Balbi. Infine, sul tetto sono presenti due alte ed eleganti guglie che, secondo la tradizione, solo i capitani da mar (ammiragli) avevano diritto di posizionare sulla propria dimora.

Un primo consistente restauro venne eseguito nel 1737 su volere di Lorenzo Balbi e più tardi venne affrescato da Jacopo Guarana.

Nel 1887 l'edificio venne venduto a Michelangelo Guggenheim che si insediò con i suoi "laboratori per le arti industriali", poi fu ceduto nel 1915 alla Società Idraulica di Elettricità che decise, purtroppo, di abbattere uno dei due scaloni interni e infine passò, nel 1971 in maniera definitiva, alla Regione del Veneto che fece degli interventi di manutenzione e ripulì la facciata per riportarla all'antico splendore.

Questa costruzione, insieme a Cà Foscari, rappresenta un eccezionale fondale alla machina, il palco che viene allestito in occasione della Regata Storica (prima domenica di settembre) per ospitare le autorità e premiare i vincitori della competizione; non a caso, Napoleone nel 1807 ed altri principi, scelsero le finestre di palazzo Balbi per godere dello spettacolo della più importante gara di Voga alla Veneta.

Galleria immagini

Il palazzo visto dal Canal Grande
Il palazzo in "volta di Canal"

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