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La voga alla Veneta è una vera arte, difficile e stimolante al tempo stesso: un piccolo viaggio all'interno della tecnica di voga, che si è mantenuta tale nei secoli.

Una cosa che salta subito all’occhio di chi per la prima volta si reca a Venezia e gira per la Laguna è il modo in cui la popolazione locale conduce le imbarcazioni non a motore. È la cosiddetta Voga alla veneta.

In effetti la voga alla veneta è un po’ strana da vedersi mentre viene attuata: un vogatore conduce la barca da solo, indirizzandola a piacere dove vuole e senza bisogno di timone, stando in piedi sul fondo della barca oppure più in alto e più indietro sulla copertura della poppa. Il remo viene tenuto alla destra, usando uno scalmo particolare denominato fórcola, quindi il vogatore è sempre spostato sulla sinistra della barca.

Vogare in piedi guardando dritto davanti a sé e con un'ampia visuale di tutta la zona circostante è senz’altro un modo di adattarsi all’ambiente: girando per la laguna bisogna fare molta attenzione alle secche, alle barene, ai canali stretti e tortuosi, ad altre barche, agli eventuali ammassi di alghe. Inoltre, in tempi storicamente difficili, bisognava porre molto attenzione agli ipotetici incontri che si potevano fare con dei malintenzionati, ed essere pronti alla difensiva. Si ipotizza infatti che vogare restando alla sinistra favorisse l’eventuale presa di armi poste comodamente alla destra del vogatore.

Ma come fa una sola persona a mandare avanti la barca? Qui ci viene in aiuto la Fisica, in special modo la leva. Riportiamo la definizione di leva:

Una leva è una macchina semplice che trasforma energia cinetica; è atta a vincere mediante una forza, detta motrice, un'altra forza detta resistente.” In pratica è un'asta rigida capace di ruotare attorno ad un punto fisso, chiamato fulcro.

E la voga alla veneta applica proprio il principio della leva; essa si attua sostanzialmente in due fasi: il prèmer e lo staìr.

Prèmer

Nella prima fase, nel prèmer il vogatore esercita una spinta in avanti sul remo, che è appoggiato alla forcola e che fa leva con la pala sull’acqua. La pala del remo immersa nell’acqua ha un’angolazione di circa 90° rispetto alla superfice dell’acqua stessa, e si sposterà in dietro verso la poppa.

In fisica questa è una leva vantaggiosa, chiamata leva di secondo genere, nella quale la resistenza si trova tra il fulcro e la forza applicata. Nel nostro caso la forcola è il centro di resistenza, la forza applicata è la spinta sul remo ed il fulcro è l’acqua.

Con questo movimento la barca subisce una forza che la spinge (prèmer, appunto) verso sinistra, e tenderà perciò ad andare verso sinistra e leggermente in avanti.

Staìr

Nella seconda fase, lo staìr, il vogatore, tenendo sempre la pala del remo immersa nell’acqua, con una torsione del polso e del bacino inverte il movimento e tira a sé con forza il remo, senza farlo cadere dalla forcola. La pala si gira nell’acqua, eseguendo un movimento opposto a quello di prima, ritornando verso la prua.

Come risultato la barca subisce una forza che la fa ritornare (staìr, appunto) verso destra, e tenderà perciò ad andare verso destra e leggermente in avanti.

Se il vogatore facesse il primo movimento uguale al secondo, la barca se ne resterebbe quasi ferma, spostando la prua una volta a sinistra ed una vota a destra, unito ad un leggero avanzamento nelle due direzioni. Calibrando invece le due fasi con un opportuno movimento sinuoso, la barca avanza diritta e può essere condotta nella direzione voluta.

A seconda delle varie situazioni nelle quali la barca si può trovare vi sono inoltre altri movimenti secondari da poter fare con il remo.Nel caso in cui ci sia un altro vogatore, questo sarà posizionato verso la prua, con il remo a destra. Vogando all’unisono, il vogatore posto a poppa fungerà da timoniere, applicando gli stessi movimenti appena visti, ma con meno forza e meno accentuati.

Se si osservano i quadri e le incisioni dei grandi maestri veneti si può vedere come questo tipo di voga sia rimasto immutato nei secoli, segno di come sia veramente consono all’ambiente lagunare.

Galleria immagini

Prèmer
Staìr
Incisione che ritrae una regata in Canal Grande.
Vista sul bacino di San Marco verso Punta della Dogana e il Canal Grande
Ca' Pesaro
Ca' Rezzonico
I giardinetti reali verso San Marco
Isola di San Giorgio
Palazzo Franchetti
Rio della Botisella
Scuola Grande di San Marco (oggi Ospedale Civile)
Vista notturna del Canal Grande

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