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Le donne hanno sempre lavorato, anche se le fonti storiche sono state poco generose nel documentarlo, preferendo annotare i maschi capofamiglia. Ma ci sono mestieri propri delle donne che più facilmente sono usciti dall’ombra, come quello di cui viveva la fiamminga Heifmoeder.

Era un’ostetrica e, grazie all’ampia diffusione dei testi scientifici in lingua volgare specie nelle città e a un incrementato alfabetismo femminile - siamo intorno alla prima metà del XIV secolo - voleva e poteva aggiornarsi. I libri però costavano parecchio e certo un’ostetrica non poteva permettersi di acquistarli.

Ma anche allora esisteva la pratica, assai comune, del prestito, testimoniata dalla diffusione delle note che si trovano sui libri e manoscritti antichi, del genere: questo libro è mio, chi lo prende lo riporti. E Heifmoeder, che aveva ben coscienza del valore dell’enciclopedia medica che era riuscita a consultare e dell’impegno preso, ha pensato di ricordare il suo dovere, tracciando nel margine di una pagina del codice una grande croce: era il suggello del giuramento di restituzione di quel libro che aveva preso in prestito. Stava giurando di fronte a Dio e la croce ne era testimone.

(tp)

Fa parte della serie: Storia delle scritture delle donne in Europa di Tiziana Plebani
Pillole di storia scritte da Tiziana Plebani, provenienti dalla sua ricerca confluita nel libro Le scritture delle donne in Europa (Carocci editore) e un omaggio all’8 marzo.

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