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Giunta ormai alla terza annata, sabato 29 ottobre 2016 abbiamo partecipato per voi alla grande gioia e festa dedicata ad Harmonia Mundi, il vino coltivato nell'antica vigna del Convento di San Francesco della Vigna.

Dalla giornata non si poteva chiedere di più: una produzione riuscita di mille bottiglie di Teroldego (il celebre vino rosso trentino, frutto della vite piantata nell'appezzamento di terra risalente alla metà del XIII nel Convento di San Francesco della Vigna), un cielo splendido, una temperatura fresca ma non pungente, un sole caldo e tante persone a festeggiare l'evento.

Tra questi Edoardo Pittalis, scrittore di origini sarde e giornalista del Gazzettino, presentatore per l'evento con piacevoli intermezzi musicali di Gualtiero Bertelli, cantautore veneziano sensibile alla valorizzazione della cultura e della canzone veneta popolare. La scorsa edizione ha avuto la partecipazione di Philippe Daverio come ospite d'eccezione e una produzione iniziale di 250 bottiglie.

Alla presentazione è seguito il consueto rinfresco — tra le altre cose con degli ottimi bigoli in salsa e una gustosissima frittura mista, che ancora ci fa venire l'acquolina in bocca — con l'altrettanta consueta convivialità e accoglienza dei frati francescani, oggi rimasti solo in 7. Molte le persone presenti e qualche turista fortunato che ha avuto l'opportunità di godere della giornata come tappa d'eccezione, sgranando gli occhi per la sorpresa inaspettata dopo essere curiosamente entrato nel convento approfittando delle porte aperte per la speciale occasione.

Meravigliosa è stata anche l'esperienza di poter visitare insieme ad una guida d'eccezione la biblioteca e alcuni tra gli altrettanti meravigliosi esemplari di libri stampati antichi che, se mai ce ne fosse stato il bisogno, ha ulteriormente rafforzato l'idea di abbracciare l'iniziativa collegata all'evento, la cui vendita per scopi benefici del nettare degli Dei di San Francesco della Vigna servirà interamente per finanziare alcune borse di studio di ragazzi che frequentano l'Istituto di Studi Ecumenici di San Bernardino, collocato presso il Convento dal 1989.

Ma diamo anche qualche breve pennellata storica, per meglio comprendere l'eccezionalità di questo evento: la vigna originale del convento venne donata dal figlio del Doge Pietro Ziani, patrizio Marco, nel 1253 insieme alla chiesa e ad alcuni immobili circostanti che divennero il primo nucleo del monastero.

La produzione di vino continuò incessantemente fino alla caduta delle Serenissima e alla soppressione degli ordini religiosi per mano di Napoleone Bonaparte e se ne cominciò a riparlare solo nel 2007 quando un produttore vinicolo di Valdobbiadene chiese appuntamento ai frati per visionare il terreno. Sono stati così avviati degli studi sul terriccio per valutare quale sarebbe stato il vitigno che potesse rendere di più e i risultati hanno portato all'uva di Teroldego. Solo nel 2012, alcuni fedeli legati al Convento di San Francesco della Vigna, hanno reso un progetto ancora embrionale in qualcosa di concreto.

Harmonia Mundi prende il nome dal trattato di padre Francesco Zorzi intitolato De Harmonia Mundi, che stabilì anche le misure interne che doveva avere la chiesa di San Francesco della Vigna dopo la sua ricostruzione del XVI secolo; questi dettami furono i punti di partenza della fabbrica eseguita dal celebre architetto Jacopo Sansovino. Il disegno dell’etichetta, eseguito da uno studio di architetti mestrino, mostra il profilo prospettico della chiesa mentre i colori riprendono l'azzurro dell'Istituto di Studi Ecumenici e il bianco quale simbolo della purezza nelle tradizioni ecclesiastiche.

Ecco che con Harmonia Mundi, quindi, torna in vita la vera essenza della toponomastica del luogo.

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Pubblicato: Mercoledì, 02 Novembre 2016 — Aggiornato: Mercoledì, 26 Settembre 2018