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Te lo ripeto, e non dubitare del contrario, che se ci fosse l’usanza di mandare le bambine a scuola e di insegnare loro le scienze come si fa con i bambini, imparerebbero altrettanto bene e capirebbero le sottigliezze di tutte le arti, cosí come essi fanno. Christine de Pizan, certamente la più grande scrittrice della fine del Medioevo, era riuscita a farsi una cultura grazie alle vaste conoscenze del padre, medico e astrologo all'università di Bologna, Tommaso da Pizzano. E come accadde a moltissime donne, private da un’istruzione formale, la strada maestra fu il rubare con gli occhi, con le orecchie, afferrare scampoli di sapere come lei stessa racconta con una elegante metafora nei confronti del padre: Non potei trattenermi dal rubare delle briciole e delle pagliuzze, delle monetine e pochi denari caduti dall’enorme ricchezza, di cui disponeva in grande abbondanza.

Bolognese di famiglia ma con legami anche a Venezia: il nonno materno, Tommaso Mondino da Forlì, era infatti al servizio della Serenissima e grazie a lui la famiglia si trasferì in laguna, dove nacque Christine nel 1365. Nacqui da nobili genitori in Italia, nella città di Venezia, nella quale mio padre, che era di Bologna la Grassa dove in seguito fui allevata, sposò mia madre, che vi era nata, poiché mio padre conosceva da molto tempo mio nonno, chierico licenziato e dottore originario di Forlí e laureato all’Università di Bologna la Grassa, che era consigliere salariato nella suddetta città dove io nacqui; a causa di quella parentela mio padre venne a contatto con i veneziani e fu per la grandezza e autorità della sua scienza che diventò anche lui consigliere salariato della signoria di Venezia, dove visse a lungo con grandi onori, ricchezze e compensi

Ricevuto un invito dal re di Francia, la famiglia Pizzano si trasferì verso il 1364 e sposò Ètienne de Castel, un segretario di corte. Morti il padre e il marito e rimasta vedova con tre figli e la propria madre, si industriò a mantenere la famiglia con il suo apprezzato lavoro di copista, facendosi conoscere al contempo come compositrice di ballate d'amore. La sua fama crebbe e Christine intraprese la scrittura di opere più complesse e ardite, allegoriche e politiche, e a lei dobbiamo la prima costruzione strutturata ed elaborata di una visione femminile delle fondamenta etiche della vita, con la Cité des Dames. Diresse inoltre uno scriptorium, sovraintendendo il lavoro di copia e di illustrazione dei suoi testi. Alcuni manoscritti di Christine de Pizan, dalle splendide miniature, sono tra i capolavori dell'arte libraria del periodo.

(tp)

Fa parte della serie: Storia delle scritture delle donne in Europa di Tiziana Plebani
Pillole di storia scritte da Tiziana Plebani, provenienti dalla sua ricerca confluita nel libro Le scritture delle donne in Europa (Carocci editore) e un omaggio all’8 marzo.

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