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È il 5 giugno 1489 quando Caterina Cornaro ritorna in laguna, dopo 17 anni vissuti sull’isola di Cipro: viene accolta con gioia e affetto dai veneziani che vedono in lei una donna forte, ma sfortunata.

Quella della Cornaro è una partenza sofferta, obbligata a sottoscrivere una nota da trasmettere al sultano egizio nella quale abdica all'isola in favore della Serenissima Repubblica di Venezia, con l'obiettivo di garantire al territorio una maggiore protezione da un possibile attacco turco. Dopo un anno dalla partenza di Caterina, il governo veneziano riesce ad ottenere dal sultano del Cairo l'usufrutto del regno di Cipro in cambio del pagamento di un tributo e dei relativi arretrati: questo era lo scopo primario che la Repubblica di Venezia si era prefissata inviando una sua “figlia” in suolo cipriota.

Al ritorno in Italia, la Cornaro ottiene in dono dal Doge Marco Barbarigo il feudo di Asolo dal quale può percepire un vitalizio non superiore agli 8.000 ducati all'anno; dall'11 ottobre 1489 al 1509 vive nel Castello di Asolo di cui diviene Domina conservando anche il titolo di rejna de Jerusalem Cypri et Armeniæ.

Resta fedele alla parola data ad alcuni servitori ciprioti che vennero con lei a Venezia: aveva promesso loro la libertà e, rendendosi conto di non poter più tornare nell'isola greca, nel 1490 supplica il doge di concedere ai suoi sostenitori la libertà di tornare a casa, oltre a terreni e privilegi in segno di riconoscimento per il lavoro svolto al fianco della Regina. La Repubblica di Venezia, che ormai grazie all'opera di Caterina Cornaro aveva sistemato i suoi affari e i suoi interessi nel Mediterraneo orientale, non fa resistenze ed esaudisce i suoi desideri.

Ancora oggi, durante la Regata Storica, viene rievocata la calda accoglienza riservata dal popolo veneziano allo Cornaro con un corteo storico composto di decine e decine di imbarcazioni tipiche cinquecentesche, prima dell'avvio della Regata.

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Pubblicato: Giovedì, 30 Agosto 2018 — Aggiornato: Martedì, 18 Settembre 2018