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Nato a Cremona il 9 maggio 1567 — e battezzato il 15 maggio 1567 iniziò prestissimo a studiare contrappunto e viola, successivamente venne nominato maestro di cappella alla corte di Mantova. Dal 1613 fino all’anno della sua morte ricevette lo stesso titolo a Venezia, nella Basilica di San Marco.

Si sposò con Claudia Cattaneo da cui ebbe due figli, Francesco e Massimiliano. Determinanti furono i suoi viaggi in Ungheria, nelle Fiandre e nelle principali città italiane, che gli permisero di affinare la sua tecnica e le sue doti artistiche. Ad ogni sua assenza da Venezia, i procuratori cercavano ogni tipo di pretesto per trattenerlo e dall'altro, ad ogni sua presenza, lo premiavano con gratifiche salariali. In Basilica marciana riorganizzò la cappella, arricchì la biblioteca ed ingaggiò nuovi musicisti. Potè contare sul supporto di numerosi assistenti e su possibilità lavorative straordinarie in città; l'importanza ed il consenso che trovò nelle istituzioni veneziane si può intuire dal luogo di sepoltura del compositore.

Monteverdi ricercò il suo stile personale, una composizione libera da ogni teoria, concentrandosi nell’intensa espressività e ponendo l’attenzione alla melodia e al ritmo, trovando l’opposizione dei più tradizionalisti compositori. L’uso che egli fece delle dissonanze all’interno di classici modi tonali medioevali sono particolari funzioni che rientrano nelle tecniche tonali moderne. Il compositore introdusse un ventaglio di nuovi mezzi espressivi, stilistici e formali fino ad allora sconosciuti, riuscendo a creare un perfetto connubio tra tradizione ed innovazione.

Fondamentale nelle sue composizioni è l’enfatizzazione delle parole o di alcune parti fondamentali nella linea del canto e il libero utilizzo del “tritono”, il famoso Diabulus in musica, accordo caratterizzato da un intervallo di toni di forte dissonanza, ritenuto a quel tempo demoniaco. Monteverdi, nei suoi scritti, illustra le innovazioni della sua “seconda pratica”, dove si dà importanza alla voce, a differenza della “prima pratica” di Zarlino, dove si dà importanza innanzitutto alla musica. Con questo genere di innovazioni, la sua sperimentazione dei nuovi linguaggi musicali ispirò la successiva scrittura teatrale, soprattutto grazie al sostanziale apporto della seconda pratica.

La sua prima opera assoluta fu L'Orfeo, che compose nella città natale nel 1607, e che ancora oggi viene ricordata in tutto il mondo per essere il primo e innovativo componimento di "dramma per musica". Come musica sacra, pur essendosene occupato poco, sicuramente non passa in sordina il Vespro della Beata Vergine del 1610, paragonabile ai grandiosi lavori di Händel in Messiah e di Johann Sebastian Bach in Passione secondo Matteo. I suoi scritti e le sue partiture furono studiate in tutta Europa attraverso i secoli successivi, fino a raggiungere il contemporaneo, indicandolo come uno dei più grandi e imprescindibili compositori della storia dell’evoluzione musicale. Tra le composizioni più importanti sono da ricordare il prologo a 6 voci, 4 viole, 2 violini e spinetta; il balletto cantato Monete al mio bel suon, e soprattutto il Ballo delle ingrate e il Combattimento di Tancredi e Clorinda

Monteverdi morì nel 1643 a Venezia ed il suo corpo è sepolto all’interno della Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari di Venezia.

(nb)

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Tomba di Claudio Monteverdi a Venezia nella "Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari" — (via Wikimedia Commons — LupoCapra).

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