Frammento della parte alta della Chiesa Santa Maria della Maddalena

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Nel cuore di Cannaregio si nasconde un piccolo Pantheon veneziano che nel Settecento fece gridare allo scandalo i contemporanei. La Chiesa della Maddalena non è una semplice chiesa: è un manifesto architettonico, un esperimento neoclassico audace in una città ancora innamorata del barocco.

Quando l'architetto Tommaso Temanza abbatté completamente la vecchia chiesa medievale per ricostruirla a pianta circolare, pochi immaginarono che stesse creando uno degli edifici più innovativi della Venezia settecentesca. Una cupola emisferica che richiama il Pantheon romano, un interno trasformato geometricamente da cerchio a esagono, opere di Giandomenico Tiepolo (compreso un affresco nascosto per due secoli e riscoperto solo nel 2005): questa piccola chiesa racconta la storia di un cambio d'epoca, quando Venezia guardava all'antico per reinventare il proprio linguaggio architettonico.

Dalle sue origini medievali legate alla famiglia Baffo fino al dibattito sul simbolismo illuminista che ancora divide gli studiosi, la Maddalena è un concentrato di storia, arte e mistero architettonico che merita di essere scoperto oltre le leggende.

Vista dall'esterno, la chiesa della Maddalena colpisce immediatamente per la sua forma cilindrica rivestita in marmo bianco, coronata da una cupola emisferica. Temanza si ispirò esplicitamente al Pantheon romano, riprendendone anche i gradoni esterni che danno slancio verticale alla massa circolare dell'edificio.La chiesa però non è sempre stata di questa forma. La pianta del De' Barbari del 1500 mostra infatti una struttura tipicamente medievale: facciata a capanna, abside prospettante il canale, e il tozzo campanile quadrato con cella campanaria aperta da trifore. Un edificio che, per quanto

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