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La chiesa fu eretta verso la metà del XIV secolo e dedicata a San Giovanni Battista. L'edificazione della chiesa avvenne per volontà di Marco Michiel e consacrata il 17 settembre 1417. Successivamente, nei primi anni del XVI secolo, venne distrutta da un disastroso incendio e ricostruita nel 1511 intitolata a San Pietro Martire.

Pochi anni dopo la caduta della Repubblica, l'edificio venne chiuso al culto e riaperta solo nel 1813.

Il luogo di culto si presenta in mattoni "a vista" con una facciata divisa in tre parti e un caratteristico portale d'ingresso rinascimentale del XVI secolo; quest'ultimo è sovrastato da un rosone di ampie dimensioni. Nella parte dinistra della facciata è visibile un portico ornato di archi e colonne rinascimentali che rappresenta probabilmente i resti di un antico chiostro. Di lato alla chiesa, sempre sulla sinistra spicca, con tutta la sua imponenza, il campanile databile 1498-1502.

La chiesa è costituita di una pianta basilicale, a tre navate, separate da due serie di voluminose colonne e il tetto con travi a vista. L'ampio presbiterio con volta a botte è affiancato da due piccole cappelle.

Nell’ala destra si può notare la magnifica cappella della famiglia Ballarin, dedicata a San Giuseppe e Maria che Giorgio Ballarin, noto vetraio muranese, fece costruire per le future spoglie sue e della sua famiglia, discendenti compresi. Si possono inoltre osservare altri due monumenti funebre dedicato a due Cancellier Grande della Repubblica di Venezia, sempre della famiglia Ballarin, Giovanni Battista (morto il 29 settembre del 1666) e il figlio Domenico (deceduto il 2 novembre 1698).

Al suo interno si possono ammirare opere di Giovanni Bellini quali "Assunzione della Vergine e otto santi" e “pala Barbarigo”, raffigurante La Vergine col Putto, due Angeli musicanti, Sant’Agostino e San Marco il quale presenta il doge Agostino Barbarigo alla Madonna, di Giovanni Porta detto il Salviati la  "Deposizione della croce", di Paolo Veronese "Sant'Agata in carcere visitata da San Pietro e un angelo" e “San Girolamo nel deserto”, di Bartolomeo Letterini “Le nozze di Canaan” e “La moltiplicazione dei pani e dei pesci”. Diversi studiosi, attribuiscono il dipinto “Battesimo di Cristo” a Tintoretto

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