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La chiesa e il relativo convento dedicato a San Bonaventura vennero costruiti nel XVII secolo a Cannaregio nella porzione di terreno dove sorgeva il tiro a segno, nella punta più settentrionale del sestiere, di fronte all'area conosciuta sotto il nome di "Chioverete" e nelle vicinanze al complesso conventuale di Sant'Alvise.

Il luogo di culto venne costruito, grazie al sostegno economico della famiglia Zen, da alcuni francescani appartenenti all'ordine dei Frati Minori Riformati, che lasciarono l'isola di San Francesco del Deserto per fondare un proprio convento. L'edificazione della chiesa e del suo complesso monastico iniziò nel 1620 e già tre anni dopo venne consacrata dal patriarca dell'epoca Giovanni Tiepolo.

Per quattro anni, dal 1806 al 1810, il monastero ospitò i Frati che vivevano nell'Isola di San Francesco del Deserto e che furono costretti al ritiro nel convento di San Bonaventura a causa delle soppressioni napoleoniche; questa nuova sistemazione durò pochi anni in quanto nel 1810 l'intero complesso religioso venne demolito. Dalla distruzione dello stabile ne venne innalzato uno nuovo che divenne uno stabilimento di lavoro e nel 1859 ritornò ad essere uno spazio religioso, nello specifico un monastero per Carmelitane Scalze, dopo l'acquisto da parte della contessa Paolina Malipiero. Nei primi anni del Novecento, pare che il luogo venne destinato ad ospedale pediatrico.

La struttura interna della chiesa presentava un'unica navata, adornata dai Tredici santi francescani di Odoardo Fialetti, tre altari donati da Alvise Mocenigo, tra cappelle, in una delle quali erano custodite le spoglie del doge Carlo Contarini e della moglie, e un ampio coro. Con la distruzione di tutto il complesso monumentale, andarono distrutte o disperse quasi tutti le opere presenti al suo interno, comprese le reliquie del doge Contarini e consorte, e realizzate dagli artisti Girolamo Pilotti, Leandro Bassano, Pietro Mera, Angelo Garzoni, Gerolamo Brusaferro, Domenico Tintoretto che si occupò della pala dell'altare maggiore e Antonio Dini che realizzò l'arazzo raffigurante San Bonaventura donato da Alvise Mocenigo.

Oggi poco o niente resta da ammirare della costruzione originaria, sostituita da un piccolo oratorio in stile rinascimentale, sempre denominato a San Bonaventura, costituito da una facciata a capanna e da un timpano triangolare; in una modesta casa, vivono ancora alcune suore di clausura dell'ordine delle Carmelitane Scalze. Delle opere pittoriche presenti all'interno della chiesa, pare essere sopravvissuta e conservata nell'Isola di San Michele la pala di ridotte dimensioni di Giambattista Tiepolo raffigurante Santa Margherita da Cortona, oltre alla Madonna con San Bonaventura di Leandro Bassano visibile presso la chiesa dei Santi Giovanni e Paolo.

Galleria immagini

L'immagine intera della Chiesa di San Bonaventura vista dalla fondamenta dei Riformati.

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