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Visione di insieme di maschere veneziane. (Archivio Venipedia/Bazzmann)

Momento di svago, di stemperamento delle tensioni sociali, di trasgressione, di rappresentazioni figurate di vittorie e conquiste. Nella lungimiranza della Serenissima, questo era il periodo dell'anno in cui si concedeva alla popolazione di fare quasi tutto, azzerando le differenze tra nobiltà e popolo.

La parola Carnevale proviene dal latino – carnem levare, ovvero "togliere la carne" – riferito originalmente al primo giorno di Quaresima. Lo stesso Marin Sanudo, nei suoi Diarii, usa la parola carlevar:In Quarantia criminal, fu preso di retenir una mascara qual Domenica di Carlevar amazò uno zovene sul campo di l'Erba per suspeto di soa moier, et si ha per iudicii esser uno samiter, sichè fu preso di retenirlo.Da poi disnar, Marti de carlevar, non fo nulla. In piazza pochissime mascare: la terra non è aliegra, poi non si pol far mascare femene. La sera, feste, suoni et fuogi in caxa

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