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La Scuola dei Carmini è l'ultima delle otto Scuole Grandi esistenti a Venezia dalla caduta della Repubblica, sia con riferimento alla data di fondazione che a quella di riconoscimento del titolo di “Grande”. La Confraternita fu l'unica ad accogliere anche le donne al suo interno.

Oggi la Scuola organizza, nelle sue sale, visite museali, manifestazioni religiose e culturali.

La Scuola dei Carmini venne costituita nel 1594, precisamente il 1° marzo. Fu "battezzata" Confraternita sive scola di laici sotto il nome della Gloriosa Vergine Maria del Monte Carmelo da Bernardin Soardi, fabbricante o commerciante di stoffe (tellarol in veneziano) e nativo di Bergamo. Durante il pontificio di Clemente VIII e il dogado di Pasquale Cicogna, Soardi venne ufficialmente nominato priore dell'appena nata Confraternita.

Agli albori, la Confraterna venne ospitata nella chiesa e nel convento appartenente ai Carmelitani «di antica osservanza», in campo dei Carmini del sestiere di Dorsoduro. Oggi, il monastero funge da sede per l'Istituto Statale d'Arte. Si narra che, prima della Confraternita fondata da Soardi, questi luoghi di preghiera — verso la fine del XIII secolo — vennero utilizzati da una Congregazione laica di donne denominata Pizzocchere dei Carmini. Le Consorelle portavano, come segno distintivo, lo Scapolare da loro prodotto, ovvero due lembi rettangolari di stoffa indossati sotto le vesti sui quali venivano raffigurati la Madonna e il Cristo quale oggetto di devozione e di protezione mariana. Oggi si pensa che, la denominazione della calle delle Pazienze — lateralmente alla chiesa — riprenda le attività di autoproduzione meticolosa dello Scapolare, oggetto che prima di essere distribuita veniva benedetto dai frati.

Ciò che spinse Soardi a recarsi a Venezia fu la sua devozione al culto dello Scapolare del Carmine, nella versione antiprotestante. Egli domandò, nel 1593, al priore generale dell'Ordine dei Carmelitani, Giovanni Stefano Chizzola, di avviare nella chiesa conventuale dei Carmini, in parrocchia di Santa Margherita, una scuola laica di devozione intitolata alla Beata Vergine del Carmelo. Leggendo la mariegola redatta nel 1594, si scopre che venne consentito di usufruire dell’altare dell’Assunta nella chiesa carmelitana per le cerimonie religiose dei Confratelli. L'altare dell'Assunta sostituì quello dedicato a Santa Maria Elisabetta e venne ricostruito in legno dipinto dedicandolo alla Vergine del Carmelo.

Con decreto in data 22 settembre 1597 è il Consiglio dei Dieci ad autorizzare la fondazione della Fraterna sotto il nome del Santissimo habito della Gloriosa Vergine Maria del Monte Carmelo. Come tutte le scuole fu sottoposta all'autorità dei Provveditori di Comune della Serenissima Repubblica di Venezia. Il Priore della confraternita veniva eletto dall'assemblea degli iscritti.

Il riconoscimento della Scuola della Beata Vergine del Carmelo da minore a Scuola Grande avvenne, con decreto del Consiglio dei Dieci, in data 27 aprile 1767; questo comportò una sottomissione disciplinare al Magistrato degli Inquisitori e Revisori. In questa Scuola, caso unico tra le Confraternite grandi, furono accolte anche le donne.

Quando — con il decreto 26 maggio 1807 — il governo francese decise di sopprimere ogni scuola e società religiosa laicale (venne fatta un'eccezione per le Confraternite del Santissimo Sacramento), il Prefetto dell'Adriatico, il 1° ottobre 1807, permise alla Scuola dei Carmini di continuare la sua attività essendo compagnia laicale addetta ad oggetti di culto, liberandola da ogni obbligo verso lo Stato.

La Scuola dei Carmini continuò la propria attività ininterrottamente, nonostante le difficoltà economiche incontrate dopo il 1806 per poi vedere un miglioramento della situazione a partire dal 1817. A partire dal 7 dicembre 1853, il governo austriaco autorizzò il ripristino dell'istituzione della Confraternita dei Carmini (gli venne anche riconosciuto il titolo di "Arciconfraternita").

La Scuola Grande dei Carmini è attiva ancora oggi e organizza, nelle sue sale, visite museali, manifestazioni religiose e culturali (nella Cappella di piano terra o nella Sala Capitolare sita al primo piano).

Negli spazi interni si possono ammirare gli arredi originali oltre ai dipinti ad olio, i sontuosi soffitti in stucco e pregevoli dossali lignei intagliati. In particolare, nella Sala del Capitolo che al tempo raccoglieva i confratelli durante le assemblee, sono dipinte opere di Giambattista Tiepolo, eseguite tra il 1739 e il 1749, nove tele a soffitto che rappresentano le Virtù teologali, cardinali e altri atteggiamenti dello spirito, tutte riferite alla Vergine, angeli e cherubini recanti lo scapolare, il simbolo della devozione, e la mariegola, che contiene le regole della confraternita oltre all'enorme pittura centrale che raffigura L'apparizione della Madonna del Carmelo a San Simone Stock mentre gli consegna lo scapolare. Altre sue stanze della scuola dei Carmini meritano menzione: la sala dell'archivio ospita l'opera d'arte Giuditta e Oloferne di G.B. Piazzetta mentre nella sala dell’albergo è presente il capolavoro L’Assunzione della Vergine di Padovanino.

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Prima pubblicazione: Giovedì, 06 Novembre 2014 — Ultimo aggiornamento: Martedì, 03 Ottobre 2017

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