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Eccentricità ed eleganza possono essere considerate le due principali caratteristiche di questo palazzo, che si affaccia sul Canal Grande.

Oggi sede del Casinò municipale, meglio conosciuto come "Casinò di Venezia"

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Uno dei palazzi architettonicamente più eccentrici di Venezia, composto di tre livelli divisi da delle accentuate cornici marcapiani, retti da semicolonne a ordini sovrapposti definiti "all'antica": dorico, ionico e corinzio.

Cinque ampie bifore disomogenee (tre affiancate al centro, due più isolate ai lati), movimentano lo schema di ciascun piano, donandogli l'apparenza di una loggia a due piani, che viene ripreso anche nel pianoterra, dove al posto della finestra centrale si trova la porta principale; proprio qui, è presente un'iscrizione proveniente dalla Bibbia “Non nobis, Domine, non nobis”, voluta da Andrea Loredan, in segno di sottomissione a Dio.

Sul retro, il palazzo presenta una piccola corte, racchiusa su un lato da un muro di cinta, presso il quale si trova l'ingresso a tutto sesto sovrastato da timpano e da stemma di famiglia (scudi con le sei rose) e una lapide che ricorda che la morte di Wagner è avvenuta fra queste mura.

Risulta ancora incerta la data di costruzione di Ca' Vendramin Calergi ma pare che l'anno di inizio dei lavori possa essere assunto al 1481; su mandato del proprietario Andrea Loredan, il palazzo è stato progettato, pare, da Mauro Codussi il quale sembra abbia definito questo edificio il primo fabbricato di Venezia realizzato seguendo delle precise regole di architettura.

Con la morte di Andrea Loredan, la residenza passò ai suoi eredi i quali, nel 1581, la vendettero prima al duca di Brunswick e poi, 8 anni dopo, alla famiglia Calergi, nella persona di Vettor, che la acquistò per celebrare il matrimonio dell'unica figlia Marina; fu proprio in questi anni che venne costruita la cosiddetta "ala bianca" (1614) progettata da Vincenzo Scamozzi.
Nel 1739 il palazzo fu ereditato dalla famiglia Vendramin, legata da parentela con i Calergi.

Dalla metà del XIX secolo, la costruzione passò prima alla duchessa Carolina di Borbone (vedova di Berry) che portò la sua collezione privata di arte, poi alla famiglia Lucchesi Palli periodo nel quale morì il loro affittuario Richard Wagner ed infine nel 1930 circa, l'ultimo proprietario privato, fu il finanziere veneziano Giuseppe Volpi.

Già nel 1946, però, il palazzo venne ceduto ed acquisito dal Comune di Venezia che lo adibì a Casinò municipale.

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Cà Vendramin

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