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La chiesa conserva la solennità e la maestosità del Trecento nonostante gli interventi di sistemazione che subì successivamente.

Custodisce capolavori di artisti del calibro di Cima da Conegliano, Lorenzo Lotto e Jacopo Tintoretto.

L'annesso convento risale alla fine del XIII secolo per mano dei frati Carmelitani mentre la chiesa venne eretta nel 1286 e consacrata nel 1348.

Verso la fine del XV secolo, il luogo di culto subì un importate intervento di ristrutturazione che modificò sostanzialmente la sua facciata: essa, tripartita nello stile tipicamente gotico, acquisì la forma rinascimentale. Il prospetto principale, che si affaccia sull'omonimo campo, fu rivisitato da Giovanni Buora il quale riprese il motivo introdotto a Venezia da Mauro Codussi: un timpano a semicerchio a coronamento della zona rettangolare fiancheggiata da due quarti di cerchio. E' presente, inoltre, una nicchia dove trova collocazione una statua della Madonna col Bambino, e, a coronamento della medesima, sono posizionate le statue di Arcangelo Gabriele, L'Annunciata, Padre Eterno benedicente, Elia e Eliseo.

All'interno due lunghe file di colonne in pietra d'Istria con capitelli trecenteschi dividono la pianta basilicale in tre navate. Partendo dalla navata di destra troviamo un altare in stile barocco dove possiamo ammirare la pala con la Pietà, San Gabriele dell'Addolorata tra Sant'Agostino e San Giovanni della Croce opera di Luigi Tito, sul secondo altare troviamo un dipinto raffigurante Natività con Santa Caterina d'Alessandria, Sant'Elena, San Raffaele Arcangelo con Tobiolo e il committente Giovanni Calbo opera di Giovanni Battista Cima, al terzo altare ammiriamo una tela raffigurante Madonna che consegna lo scapolare a San Simone Stock di Pase Pace, al quarto altare troviamo una pala di Jacopo Tintoretto raffigurante Presentazione di Gesù al tempio. L'altare maggiore è inserito tra opere quali La moltiplicazione dei pani e dei pesci di Jacopo Palma il Giovane, Il castigo dei serpenti di Gaspare Diziani, la Croce stazionale di Paolo Veneziano. Oltre a queste opere troviamo lavori di Giovanni Fontana, Antonio Corradini, il Veronese e molti altri ancora.

Il campanile originario venne, nel 1676, riprogettato da Giuseppe Sardi ma, durante i lavori di costruzione, si inclinò costringendo il suo ideatore ad elaborare un ingegnoso procedimento per raddrizzarne la struttura.

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Pubblicato: Domenica, 21 Settembre 2014 — Aggiornato: Lunedì, 06 Novembre 2017

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