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I Procuratori di San Marco sono stati una magistratura autorevole della Serenissima, seconda solo alla figura del Doge e del quale ha in comune l'elezione a vita.

L'anno di istituzione della carica è da attribuire all'anno 812 e sul numero dei primi Procuratori eletti ci sono oggi due correnti storiche: chi ne vuole eletto solo uno, chi invece ne figura tre come primi eletti.

Tuttavia, dal Codice dei Frati a proposito dei Procuratori di San Marco conservato presso l'Archivio di Stato di Venezia e da altre fonti custodite presso la Biblioteca Nazionale Marciana (Catalogo di tutti li Procuratori di San Marco che sono stati dal principio sino al presente, stampato nel XIX secolo da Simon Cordella) e la Biblioteca del Museo Correr, risulta che il numero dei primi eletti è tre.

Questi primi tre ProcuratoriPietro Tradonico (eletto con 340 sì / 79 no), Lunardo Alimpato (eletto con 330 sì / 82 no) e Nicolò Ardizzon (eletto con 340 sì / 79 no) — furono definiti Primarj per soprintender ad ampliare il Terreno, a bonificar le Lagune ed a riunire le Verme, facendo intendere che il loro ruolo iniziale era quello di tenere sotto controllo l'arcipelago di isolette intorno a Rialto dopo il trasferimento da Malamocco. Dei tre Procuratori, uno venne incaricato sotto il dogado del Doge Giovanni Partecipazio di erigere la Basilica di San Marco per custodirvi le spoglie dell'evangelista provenienti da Alessandria.

Con l'ampliamento delle attività svolte, il numero dei Procuratori aumentò progressivamente, da 3 a 6, poi da 6 a 9. A partire dal 1269, gli eletti procuratori dovevano occuparsi — oltre del presidio e della cura del tempio marciano — anche della tutela degli orfani e dei minori ai cui genitori era stata tolta la potestà (pupilli), dei mentecatti e di sovraintendere all'esecuzione dei testamenti e alla custodia dei beni ereditari da essi amministrati. Divennero Fornitori, cioè esecutori dei testamenti di coloro che li commissionavano con specifico lascito, in particolare per opere di beneficenza.

Nel '300 i procuratori vennero divisi in tre rami: de Supra, con lo scopo di occuparsi della custodia e dell'amministrazione della Basilica Marciana; de Ultra, per la gestione delle tutele e i testamenti riguardanti la parte di città al di là del Canal Grande e quindi in rappresentanza dei sestieri Dorsoduro, San Polo e Santa Croce; de Citra, per la gestione delle tutele e i testamenti riguardanti la parte di città al di qua del suddetto Canale e quindi in rappresentanza dei sestieri San Marco, Castello e Cannaregio. Ad ogni Procuratore di San Marco venne fornita un'abitazione in Piazza San Marco, presso le Procuratie Vecchie e Procuratie Nuove, dove le personalità avevano l'obbligo di risiedere.

Secondo il Codice conservato presso l'Archivio di Stato, i Procuratori venivano continuamente e regolarmente eletti in sostituzione degli scomparsi, ad eccezione dei periodi di crisi economica dove vennero eletti anche per soldo, cioè la carica venne venduta così da rimpinguare le casse dello Stato.

L'istituto dei Procuratori de Supra sopravvisse fino alla fine fino alla caduta della Serenissima e ancora oggi esiste — sotto il nome di Procuratoria di San Marcoalle dipendenze del Patriarcato di Venezia. Alla Fabbriceria della basilica cattedrale di San Marco è stato trasformato il nome in quello antico di Procuratoria di San Marco con Regio Decreto del 9 luglio 1931. All'ente competono la tutela, la manutenzione e il restauro della basilica, del campanile e loro pertinenze.

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