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Villa Veneta settecentesca posizionata nella confluenza tra via Verdi e via Circonvallazione. Luigi Brunello — storico di Mestre, è stato co-fondatore e presidente del Centro Studi Storici di Mestre —, secondo alcune ricerche ritiene che il complesso monumentale possa risalire alla data del 1696 e che al tempo fosse esistente anche un ulteriore stabile oggi scomparso a causa di un incendio. Di certo, nel Settecento e per buona parte del secolo successivo, la proprietà fu dei Querini, ramo Stampalia di Santa Maria Formosa, come testimoniato dal catasto napoleonico e da un manoscritto marciano redatto da Francesco Fapanni che attribuiva la residenza al conte Giorgio Querini Stampalia. Oggi è del Comune di Venezia il quale ha adibito la residenza ad uffici amministrativi.

L'edificio riprende la struttura di base tipica della villa veneta ed è composto dalla residenza padronale, dove abitavano i proprietari dell’abitazione, dall’ala laterale annessa all’abitazione e un giardino che circonda l’abitacolo. L'interno della costruzione padronale è costituita da un salone centrale dal quale si accede alle altre stanze della residenza.

Il corpo centrale è a pianta quadrata sviluppato su tre piani con un seminterrato; al di sopra dei tre piani, nelle facciate laterali est e ovest, è presente una sopraelevazione centrale che termina con tetto spiovente. Ogni apertura finestrata della facciata principale è sormontata da timpani triangolari, tranne le eccezioni che interessano le aperture centrali e che mostrano timpani di forma curvilinea. Di belle fattezze il portale d’ingresso a cui si accede da una rampa di scale e lo stretto poggiolo con ringhiera in ferro battuto. Una serie di edifici affiancati al lato ovest della residenza principale sono costituiti da due piani e sono tra loro consecutivi e disposti ad angolo retto.

Il giardino della villa è particolarmente curato e ben rispecchia la cura originale dello stesso, con siepi basse e aiuole floreali di particolare bellezza che danno un tocco di colore al centro città. 

Si accede alla proprietà attraverso alcuni portali d’accesso, quattro si trovano lungo Via Verdi e uno si incontra lungo la pista ciclabile che giunge fino agli impianti sportivi e alla piscina comunale. Ulteriori accessi sono disponibili dal parco annesso, che non è separato dallo stabile. Tutti gli accessi dalla strada presentano stipiti in muratura sormontati da elementi lapidei, due di loro hanno statue a figura intera mentre gli altri presentano sfere e cesti di frutta.

Parco Querini, ora area verde pubblica, è il primo giardino aperto alla cittadinanza. Recentemente è stato oggetto di ristrutturazione che ha portato al suo arricchimento con fioriere, una serra con gli attrezzi — oggi temporaneamente rimossa — un tavolo di lavoro, due fontane, varie panchine, alcune statue e una vera da pozzo.

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