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Secondo alcune fonti, l’edificio venne fatto costruire da Jacopo Corner dal Banco, figlio di Donato ma durante i secoli subì numerosi interventi di restauro. In particolare, nella metà del Quattrocento, vennero definiti i tipici tratti dello stile architettonico gotico fiorito al primo piano, la cui polifora è decorata con quadrilobi e balcone e riprende l’inconfondibile stile utilizzato per Palazzo Ducale. Questo è attualmente evidente nel piano nobile della facciata mentre nel lato verso Rio San Luca il tutto è stato sostituito da archi a tutto sesto. Il piano terra riprende l’architettura del Seicento con un accesso dal portale d'acqua mentre, fra il XVI e il XVII secolo, venne realizzato il piano sopraelevato per ragioni puramente “speculative”. Il nuovo piano, infatti, venne fabbricato per diventare abitazioni da mettere in affitto e, per garantire adeguato prestigio, venne dotato di un proprio ingresso d’acqua indipendente.

Della seconda metà del Settecento, risultano risalire le decorazioni a fresco dei soffitti, attribuibili con sufficiente certezza a Jacopo Guarana su richiesta, presumibilmente, di Giulio Contarini (1699-1790). Di particolare pregio appare il soffitto con Apollo sul carro, che insieme ad altri affreschi vennero restaurati nel 1979, nell’ambito del progetto generale di restauro. 

Nei secoli XIX e XX, il governo austriaco prima e il Regno d’Italia poi, contribuirono allo sviluppo della funzione residenziale e terziaria dei palazzi; ridefiniti i decori secondo i canoni del gusto neogotico e un progressivo degrado e distruzione dei precedenti stili portarono ad un sempre maggiore aumento degli alloggi residenziali. 

L’ultimo intervento di ristrutturazione risale al 1970, quando lo stabile venne acquistato dall'Amministrazione Comunale e venne riadattato per ospitare alcuni uffici della Corte d’Appello (trasferitasi nel 1997), secondo il radicale progetto del Professor Architetto Antonio Foscari.

Oltre ai numerosi interventi di ristrutturazione, l'edificio subì anche molteplici passaggi di proprietà: nel Cinquecento, fu prima abitato dal grande condottiere delle armate di terra veneziane Bartolomeo d'Alviano e poi passò ai Contarini successivamente al matrimonio tra una figlia di Alvise Corner e Agostino Contarini, successivamente, nel 1830, venne ereditato dai Mocenigo i quali, nemmeno trent'anni dopo, lo cedettero a Maria Dorotea Ulbricht. Per finire, il palazzo venne acquistato dalla famiglia Cavalieri prima e dai Ravenna dopo.

Una curiosità: questo stabile, nel 1310, venne contrassegnato con il marchio d'infamia (leone di San Marco di piccole dimensioni oggi inesistente) per informare la gente che i relativi proprietari congiurarono contro il governo, in quanto parteciparono alla serrata del Maggior Consiglio insieme a Baiamonte Tiepolo.

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