Foto in bianco e nero: ritrae la facciata principale della filanda, in stile villa palladiana, con un cancello ad inferriate arrotondato in alto. Al centro nella parte alta un orologio rotondo in pietra bianca, davanti alla filanda dell'erba e del terreno. Alle spalle un cielo terso con qualche nuvola bianca sulla sinistra e il camino di sfogo della fornace in mattoni rossi.

La Filanda Romanin-Jacur nella sua facciata principale (Marco Trevisan, Bazzmann+Venipedia).

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Nella provincia di Venezia, a Salzano, la filanda Romanin‑Jacur conserva ancora oggi le strutture e la memoria di uno dei complessi serici più importanti del Veneto tra fine Ottocento e metà Novecento. Attiva fino al 1952, per decenni ha dato lavoro a oltre 200 donne, diventando un raro esempio di emancipazione femminile attraverso il lavoro di filatura della seta. Dalle sue lavorazioni uscivano filati destinati anche all’Arsenale veneziano, collegando la produzione rurale alla grande industria navale della Serenissima.

Costruita da Leone Romanin-Jacur nel 1872, la Filanda è un’antica fabbrica della seta composta di un corpo centrale, dove si trovavano la sala delle macchine e della filatura, e di due ali laterali con portico.Essa rappresenta senza dubbio un caso emblematico di coniugazione armonica e virtuosa tra ambiente naturale, agricoltura e proto industria: da un punto di vista architettonico, riprende in modo mirabile gli elementi caratteristici della villa padronale dietro alla quale viene simmetricamente costruita;da un punto di vista funzionale, utilizzava per la filatura le acque decantate e p

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