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La chiesa, sorta nel IX secolo, fu dedicata inizialmente a San Demetrio di Tessalonica e, dopo la ristrutturazione del 1170 secolo, titolata a San Bortolomeo, santo noto per esser stato scuoiato vivo e decapitato. Non a caso, nella Cappella Sistina a Roma, nel Giudizio Universale, viene raffigurato mentre mostra la pelle del suo scuoiamento.

Nel Seicento la chiesa cominciò ad avere un forte declino, soprattutto nella sua veste esterna e fu sempre più nascosta dalla grandiosità del Ponte di Rialto in pietra fino a scomparire. Venne però rinnovata al suo interno fino a diventare quella che oggi conosciamo. Con l'ultimo intervento del 1723, venne avviata la fabbricazione del campanile che terminò nel 1755 per mano di Giovanni Scalfarotto e fu ristrutturato l'altare maggiore. Nel 1755 Gaetano Callido costruì l'organo mentre ai primi dell'800 venne ideata e realizzata la cupola a base ottagonale.

L'interno, a tre navate, è a croce latina e al suo interno ospitò la celebre Vergine del Rosario di Albrecht Dürer, ora conservata a Praga. Questo potrebbe essere una conferma del fatto che questo luogo di culto fu frequentato dalla comunità teutonica veneziana che lavorava nel vicino Fontego dei Tedeschi.

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Il campanile della Chiesa di San Bartolomeo che spunta dalle case vicine.

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