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Prende il nome dall’ordine romano dei frati Carmelitani Scalzi che si stabilì in laguna nel 1633 e acquistò il terreno nel 1649. E’ dedicata a Santa Maria di Nazareth, recuperando il culto da un'immagine della Vergine qui trasportata dall’omonima isola la quale sarebbe poi diventata il Lazzaretto Vecchio.

Il progetto, caratterizzato in un'unica navata, con due cappelle laterali, ognuna a sua volta affiancata da due cappelle minori, si deve a Baldassare Longhena. Superato l’arco trionfale, l'aula si immette nel presbiterio, rialzato e coperto da una cupola e poi nell'abside dove si sviluppava il coro.

La facciata fu eretta da Giuseppe Sardi, successore di  Longhena, tra il 1672 e il 1680 in uno stile tardo barocco veneziano, diviso in due ordini e scandito da colonne binate. Nelle nicchie furono collocate statue di Santi e una "Madonna col Bambino".

L’interno conteneva un bellissimo affresco della volta di Giambattista Tiepolo del 1743 "Trasporto della casa di Loreto" che andò completamente distrutto durante un bombardamento austriaco il 24 ottobre 1915 (il bozzetto e alcuni brandelli sono conservati alle Gallerie dell'Accademia); questo, fu sostituito dall’opera "Proclamazione della maternità della Vergine al Concilio di Efeso",di Ettore Tito terminata tra il 1929 ed 1933.
Sempre del Tiepolo resta l’opera "Apoteosi di Santa Teresa", nella cappella dedicata alla santa.

L'altare maggiore è opera del frate Giuseppe Pozzo adornato da sculture e marmi.

Oggi è monumento nazionale.

Furono sepolti in questa chiesa due dogi: nella cappella di Santa Teresa, Carlo Ruzzini , e nella cappella del Carmine, Lodovico Manin, l'ultimo doge della Repubblica di Venezia.

Galleria immagini

Facciata della Chiesa degli Scalzi.

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