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Palazzo Porto-Colleoni-Thiene, comunemente conosciuto sotto il nome di Castello di Thiene, viene costruito nel 1450 per volere di Francesco Porto, membro di una delle famiglie più facoltose del vicentino, per lo stoccaggio di prodotti agricoli.

A Francesco Porto seniore succede Francesco Porto juniore — che viene nominato Generale Collaterale dal doge Gritti nel 1532 —, passando poi a Giovanni Porto che farà costruire la vera da pozzo di Palladio e la residenza rimarrà in capo alla famiglia Porto fino al 1816. La proprietà da parte di Colleoni-Porto inizierà con Orazio Guardino Colleoni, pronipote di Orazio Porto, con il vincolo di risiedere a Vicenza e di associare il cognome Porto al proprio; questo andrà avanti per tre generazioni. L'ultimo discendete, morto nel 1918 senza figli, indica quale erede suo cugino Antonio Thiene, la cui famiglia è ancora oggi l'attuale proprietaria del castello.

Non è ancora certo chi sia l'architetto che ha ideato il progetto ma senza ombra di dubbio l'ideatore si è fatto ispirare dalla tipica casa-fondaco veneziana, dove le tipicità architetturali dei palazzi gotici veneziani di abitazione e magazzino/luogo di commercio si fondono con alcuni spunti di carattere medievale (richiama infatti molto il Fontego dei Turchi). Il progetto si presume sia stato avviato a metà del XV secolo dall'architetto Domenico da Venezia — che dal 1448 al 1453 ha lavorato per il Duomo di Vicenza e il palazzo della Ragione —  e, durante i secoli, ha subito numerosi ampliamenti e rimaneggiamenti.

L'ampia facciata della residenza, un tempo completamente affrescata, mostra arcate, capitelli, camini, decorazioni in pietra e l'intera costruzione presenta barchesse, la corte nobile, la corte-aia per i lavori agricoli con magnifiche magnolie secolari e sottopassaggi per raggiungere i vicini orti, nonché un giardino curato e una splendida scuderia settecentesca di Francesco Muttoni. Esternamente al complesso monumentale, è presente la Cappella Gentilizia, meglio nota come Chiesa della Natività di Maria anche detta Chiesetta Rossa, raggiungibile direttamente dal Castello utilizzando un sottopassaggio. 

Delle varie stanze del palazzo, sono meritevoli di nota il grande salone detto Camerone del Camino dove sono conservati intatti affreschi di Giovan Antonio Fasolo e di Giovanni Battista Zelotti, allievi di Paolo Veronese, realizzati intorno al 1570 mentre la Galleria de Cavalli è un'ampia sala al piano nobile a forma di T, che in origine conteneva il granaio, interamente decorata con tele raffiguranti ritratti equestri. Di particolare interesse anche la sala interamente affrescata tra 1790-95 da Davide Rossi e Gaetano Costalonga con l'opera Caduta di Fetonte e la sala da pranzo, con mobili ottocenteschi e lo stemma della famiglia Colleoni. Sono presenti inoltre la sala del biliardo, il salottino azzurro e il salon rosso e, tra le sale private, la camera da letto e le antiche cucine.

Particolarmente interessante è la scuderia settecentesca, si presume utilizzata per addestrare cavalli, disegnata da Francesco Muttoni tra la fine del XVII e l'inizio del XVIII secolo, con 32 stalli (16 per lato), colonne in marmo rosso di Asiago sulla cui sommità poggiano una serie di putti in pietra di Vicenza opera della bottega del Marinali; meritevole di essere osservata da vicino anche la pavimentazione, in mattoni di pietra bianca e rosa che forma un motivo a catena. Davanti alla facciata principale, è ancora visibile una colonna in pietra alla quale veniva attaccato il cavallo per consentire all'acquirente di scegliere il quadrupede in base alle sua capacità di esecuzione degli esercizi.

Un bel parco arioso caratterizzato da magnolie secolari piantate nella seconda metà del XIX secolo vede la presenza di una cinquecentesca cedraia, un corso d'acqua artificiale e una grotta realizzata nel 1580 da Cristoforo Sorte.

Come nota di attualità, il luogo è stato scelto nel 2004 per il film Il mercante di Venezia, insieme ad altri luoghi veneti, per girare gli esterni della pellicola.

Galleria immagini

Castello di Thiene (Marco Trevisan, Bazzmann/Venipedia)
Castello di Thiene (Marco Trevisan, Bazzmann/Venipedia)
Castello di Thiene (Marco Trevisan, Bazzmann/Venipedia)
Castello di Thiene (Marco Trevisan, Bazzmann/Venipedia)
Castello di Thiene (Marco Trevisan, Bazzmann/Venipedia)
Castello di Thiene (Marco Trevisan, Bazzmann/Venipedia)
Castello di Thiene (Marco Trevisan, Bazzmann/Venipedia)
Castello di Thiene (Marco Trevisan, Bazzmann/Venipedia)
Castello di Thiene (Marco Trevisan, Bazzmann/Venipedia)
Castello di Thiene (Marco Trevisan, Bazzmann/Venipedia)

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