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La costruzione dell’attuale sede del municipio di Venezia è attestata tra il XII ed il XIII secolo: la tradizione attribuisce Ca’ Farsetti quale dimora di Enrico Dandolo, Doge e condottiero durante la conquista di Costantinopoli; tale ipotesi non trova riscontri certi, tuttavia è attestata invece la presenza di un altro Doge rappresentante della famiglia Dandolo, ossia Andrea.

Sempre la tradizione racconta che la facciata principale del palazzo inizialmente fosse rivolta verso il campiello della chiesa di San Luca, ma dopo l’incendio avvenuto il 3 dicembre del 1524 l’edificio venne ricostruito con la facciata sul Canal Grande (pare che le spese dei lavori arrivarono a duemila ducati). Il pianterreno conserva ancora alcuni tratti architettonici riconducibili al Duecento.

I Dandolo cedettero la residenza nel 1664 ad una famiglia di origine toscana, i Farsetti, appena entrati nel Maggior Consiglio. Costoro si distinsero in campo culturale per l’opera di mecenatismo e per l’importante patrimonio artistico accumulato nel corso degli anni. Tale collezione venne dispersa dall’ultimo discendente della famiglia, Antonio Francesco Farsetti che vendette la preziosa biblioteca e la pinacoteca di famiglia, nonostante il divieto arrivato direttamente dalla Repubblica, alla caduta di questa donò parte dei pezzi del museo allo Zar Paolo I. Alla sua morte avvenuta nel 1808, la vedova Adriana Da Ponte decise di convertire il palazzo in albergo come risarcimento della dote perduta, salvo poi venderlo al Municipio nel 1826.

Nel corso dell’Ottocento vennero effettuati diversi lavori di restauro, in particolare tra il 1874 ed il 1892.

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Cà Farsetti

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