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Il vecchio edificio, in stile gotico e di estrema bellezza, fu demolito, in favore dell’attuale costruzione. Questo avvenne tra il 1724 e il 1728 su progetto dell'architetto Domenico Rossi e per conto della famiglia dei Corner di San Cassiano. La prima pietra venne posata il 10 maggio 1724.

A decidere per la riedificazione furono i discendenti della regina di Cipro, Caterina Corner o Cornaro, che nacque proprio tra le mura del precedente palazzo abbattuto.

Facilmente si nota come l'architetto Rossi si sia ispirato a Baldassarre Longhena, considerando le visibili similitudini con la vicina Ca' Pesaro. Caratterizzazione tipica del palazzo è l'inserimento di piccole finestre nel sottotetto, elemento di discontinuità con la residenza eretta dal Longhena e che oggi ospita la Galleria Internazionale d’Arte Moderna.

La facciata che da sul Canal Grande risulta essere sproporzionata con il resto dello stabile e il basimento è accuratamente bugnato e decorato con mascheroni. Il primo dei due piani nobili è percorso da balaustra, sopra di essa sono poste sette monofore separate una dall'altra da semicolonne ioniche. Il secondo piano nobile presenta sette finestre rettangolari, ognuna sovrastata da timpano; anche qui, sono presenti grandi semicolonne di ordine corinzio. Lo stesso si può dire dell'ammezzato, nel quale, centralmente, hanno trovato allocazione due abbaini.

Gli affreschi presenti all'interno vennero commissionati dall'ultimo discendente della casada Caterino Cornaro, ultimo discendente della famiglia, vennero realizzati da Costantino Cedini, Vincenzo Colomba e Domenico Fossati e raffigurano alcuni episodi della vita travagliata di Caterina Cornaro. Sempre all'interno della residenza, si possono ammirare due meravigliose scale simmetriche, in asse con l’entrata d’acqua le quali collegano l’atrio al secondo ammezzato. I fiori all'occhiello del palazzo sono sicuramente i due piani nobili che ospitano dei massicci porteghi decorati con stucchi e affreschi.

La famiglia Corner mantenne la proprietà del palazzo fino alla morte di Caterino (così denominato in onore della nota antenata Caterina) il quale fu uno degli utimi tre Inquisitori di Stato. A un certo punto, decise di cambiar vita e farsi prete e, nel momento in cui passò a miglior vita, lasciò l’edificio in eredità alla Santa Sede, in particolare a Papa Pio VII, che a sua volta lo concesse ai fratelli sacerdoti Antonangelo e Marcantonio Cavanis nel 1817. Successivamente, venne ceduto al comune di Venezia che inizialmente vi posizionò la sede del Monte di Pietà fino all'anno 1969. Poi, nel 1975, lo stabile venne ceduto alla Biennale di Venezia la quale vi installò, fino al 2010, l'ASAC - Archivio Storico delle Arti Contemporanee. Nel 2011, il palazzo viene acquistato dalla Fondazione Prada la quale vi istituisce la sua sede veneziana e vi ospita mostre d'arte contemporanea e altre attività culturali. 

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