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Il nuovo rapporto dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) relativo agli oceani e alla criosfera è un lavoro corale, presentato il 25 settembre 2019 presso il Museo Oceanografico di Monaco. Ecco i numeri del report e la sua struttura.

Per questo rapporto specialeannunciato circa un mese fa —, oltre 100 scienziati di oltre 30 paesi hanno valutato le più recenti conoscenze scientifiche sugli impatti dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi oceanici, costieri, polari e montani e sulle comunità umane che dipendono da essi. Sono state anche valutate le loro vulnerabilità e le capacità di adattamento, presentando opzioni per raggiungere percorsi di sviluppo resistenti al clima.

SROCC (Special Report on the Ocean and Cryosphere in a Changing Climate) segue il Rapporto Speciale sui Cambiamenti Climatici e Terrestri (SRCCL) pubblicato nell'agosto 2019 e il Rapporto Speciale sul Riscaldamento Globale di 1,5 ° C pubblicato nell'ottobre 2018.

I numeri del rapporto

È stato preparato da 104 scienziati di spicco che hanno ricoperto i ruoli di: coordinatori degli autori principali, autori principali loro stessi e revisori dei contenuti. Gli autori provengono da 36 nazioni nel mondo (19 di queste sono paesi in via di sviluppo o con economie in transizione).

Il report fa riferimento a 6981 pubblicazioni scientifiche e ha ricevuto un totale di 31.176 commenti da parte di revisori esperti e governi in 80 nazioni.

I capitoli del rapporto

Il documento è stato suddiviso in 6 capitoli principali più un capitolo trasversale:

  • Framing and Context of the Report (Inquadramento e contesto del rapporto)
  • High Mountain Areas (Zone di alta montagna)
  • Polar Regions (Regioni polari)
  • Sea Level Rise and Implications for Low Lying Islands, Coasts and Communities (Aumento del livello del mare e implicazioni per isole basse, coste e comunità)
  • Changing Ocean, Marine Ecosystems, and Dependent Communities (Cambiamenti su oceani, ecosistemi marini e comunità dipendenti)
  • Extremes, Abrupt Changes and Managing Risks (Estremi, cambiamenti improvvisi e gestione dei rischi)
  • Integrative Cross-Chapter Box on Low-lying Islands and Coasts (Capitolo trasversale integrativo sulle isole basse e le coste)

Perché questo report è importante, anche per Venezia e la sua laguna?

Dai cambiamenti relativi alla criosferala parte dell'ambiente terrestre costituita da zone a temperatura permanentemente bassa — dipendono anche i cambiamenti delle attività stagionali, dell'abbondanza e della distribuzione di specie animali e vegetali, ecologicamente, culturalmente ed economicamente importanti, nonché i disturbi ecologici e il funzionamento dell’ecosistema.

Il riscaldamento degli oceani influenza gli ecosistemi costieri: tra questi troviamo le ondate di calore marine intensificate, l’acidificazione dell’acqua, la perdita di ossigeno, l’intrusione di salinità e l’innalzamento del livello del mare, il tutto in combinazione con gli effetti negativi delle attività umane sull'oceano e sulla terra.

Venezia e la sua laguna rappresenta poi un ecosistema ancora più delicato, unendo le problematiche di una realtà costiera e delle cosiddette acque di transizione (la laguna), insieme ad una fortissima pressione turistica.

A titolo di esempio, le ondate di calore e la perdita di ossigeno (anossia) possono causare la moria di una grande quantità di fauna e flora marina, con le relative conseguenti problematiche a livello economico, di approvvigionamento, di salute e via dicendo. Il caso più recente in laguna è accaduto solo qualche anno fa, quando si è verificata la moria di migliaia di pesci in laguna — la specie ovviamente più evidente all’occhio umano, venendo a galla una volta morti —.

Un altro esempio? L’intrusione di salinità, che può avvenire con la risalita delle acque marine verso i corsi d’acqua dolci, può causare forti danni all’agricoltura, bruciando interi raccolti.

La zona veneziana è inoltre interessata da eventi atmosferici intensi (trombe marine, trombe d’aria, nubifragi, …) che, sebbene siano “di casa”, negli ultimi anni si sono intensificati a causa del cambiamento climatico e delle condizioni favorevoli perché questo accada.

In occasione dell’uscita di questo nuovo report dell’IPCC dedicato al “mondo dell’acqua” abbiamo deciso quindi di avviare una serie di articoli — di cui questo rappresenta il primo — dedicati ad approfondire questo documento affinché diventi di semplice comprensione per ognuno di noi.

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