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Caratteristico ponte in pietra privo di parapetto, tipico degli attraversamenti antichi di Venezia.

Affascinante il nome che gli è stato attribuito, attirando ogni anno numerosi amanti di leggende e misteri.

Scendendo dal vaporetto e percorrendo l'unica via d'accesso all'isola di Torcello, il ponte del Diavolo si incontra sulla destra prima di raggiungere la zona monumentale dove poter ammirare il Museo Provinciale di Torcello e le Chiese di Santa Maria Assunta e di Santa Fosca.

Per secoli si è rimasti all'oscuro dell'esatto momento storico in cui il ponte è stato eretto ma, grazie all'intervento di restauro effettuato tra il 2008 e il 2009, si è scoperto che risale ai primi decenni del XV secolo, costruito sopra un basamento in pietra d'Istria risalente al Duecento che si ritiene potesse sostenere un attraversamento in legno molto più stretto dell'attuale. Dalle analisi effettuate in occasione della ristrutturazioni, infatti, si sono potuti notare i segni dell'ampliamento del ponte e della realizzazione dell'arco in muratura effettuato in un momento successivo alla messa in opera del basamento. Il ponte, dopo un periodo di chiusura a causa del suo stato di deperimento, è stato riaperto il 6 agosto 2009.

La quasi completa mancanza di notizie storiche certe sulle origini del nome di questo famoso ponte, ha fatto diventare il manufatto terreno fertile per varie leggende — anche per la presenza del monumento conosciuto come Trono di Attila — rendendo l'isola particolarmente intrigante e meta di curiosi provenienti da tutto il mondo.

Oltre a chi ritiene che il nome del ponte sia legato alla presenza sull'isola di una famiglia soprannominata Diavoli, sono due le leggende che si narrano.

Una attribuisce la sua creazione al Diavolo in persona:

Un dì il Diavolo volle dimostrare la sua abilità dichiarando, ai suoi discepoli e a tutti i dannati di ogni girone, di poter costruire un ponte robusto e senza difetti, nell'arco di una sola notte e una soltanto. Allo scoccare dell'ora del Diavolo, che tradizione vuole essere alle 3:33 della notte,  iniziò la sua opera di costruzione invocando tutti i demoni a lui utili per questa ardua impresa.

Sfortunatamente le cose per il Diavolo non andarono come voleva e le luci dell'alba lo sorpresero prima di aver finito di creare le spallette e tutte le rifiniture che aveva in mente, compreso il suo marchio impresso a fuoco nei freddi mattoni notturni. 

Perché gli umani non lo vedessero, decise così di lasciare il ponte come lo si vede oggi, nella forma più antica e senza spallette di supporto.

L'altra, più romantica e romanzata, coinvolge una coppia innamorata:

Nella Venezia dominata dagli austriaci, una giovane donna nobile veneziana si innamora perdutamente di un giovane soldato austriaco che ricambia l'amore della ragazza. La loro però è una relazione impossibile: la famiglia di lei si oppone all'unione allontanando la ragazza da Venezia e il ragazzo viene ucciso misteriosamente. L'intera città, però, sa bene chi sono i veri mandanti.

Quando la donzella viene a conoscenza della triste sorte del suo amato, si abbandona completamente alla disperazione e smette di nutrirsi, mettendo a serio rischio la sua sopravvivenza. Sarà uno zio della ragazza a rianimare l'umore della giovane, prospettandole la possibilità di incontrare una persona in grado di riunirla all'uomo di cui è innamorata.

Così la facoltosa veneziana entra in contatto con un'anziana maga in grado di sottomettere i demoni alla volontà della magia: attraverso un demone minore, in grado di spalancare le porte del tempo e dello spazio, la strega sacrifica sette anime di bambini morti prematuramente prima del battesimo in cambio del giovane.

Viene scelto il ponte senza spallette di Torcello, per la sua posizione defilata, come luogo ideale per effettuare l'incontro il 24 dicembre.

Durante l'appuntamento, l'amato appare come d'incanto e i due amati hanno così la possibilità di riunirsi e trascorre  felici il resto della loro vita in una nuova dimensione. Il demone e la maga si danno appuntamento sette giorni dopo per la consegna dell'ampolla contenente le sette anime innocenti strappate alla vita ancora in fasce.

La consegna, però, non ha luogo perché un incendio causa la morte della maga.

Così, leggenda vuole che la notte di ogni 24 dicembre il Diavolo, sotto forma di gatto nero, attenda ancora oggi sul ponte l'arrivo della strega per ricevere quanto gli spetta.

Di queste leggende si ritrovano versioni in varie sfumature e arricchimenti, tuttavia al momento non si hanno fonti storiche o documentazioni che attestino un periodo preciso in cui le stesse hanno preso forma.

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Prima pubblicazione: Venerdì, 30 Giugno 2017 — Ultimo aggiornamento: Giovedì, 13 Luglio 2017

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