Venipedia: molto più di un'enciclopedia di Venezia. – La miglior guida di Venezia.

Tempo di lettura: 3 minuti

Il suo nome deriva da ciò che esso rappresentò fino ai primi anni del Settecento: fu un piccolissimo campo di battaglia sospeso sopra il canale.

Lo testimoniano ancora le impronte di piedi in marmo bianco. Se questo ponte potesse parlare, chissà quanti scontri avrebbe da raccontare tra le due fazioni veneziane, i Castellani e i Nicolotti.

Succedeva spesso che le fazioni rivali dei Castellani e dei Nicolotti si scontrassero per gelosie, invidie e rivalità e che le loro lotte avvenissero proprio sopra questo ponte che, a quel tempo, non aveva le spallette di protezione come ora.

I Castellani erano gli abitanti della Venezia orientale alla cui estremità c'è Castello; si distinguevano per l'uso di un berretto e di una sciarpa di colore rosso.

I Nicolotti rappresentavano la gente residente nella parte occidentale fino a San Nicolò dei Mendicoli; si distinguevano per il colore nero di berretto e sciarpa.

Le origini delle battaglie tra queste due fazioni sono incerte: alcuni pensano risalgano alle guerre civili tra Eraclea e Jesolo, altri dall'uccisione di un vescovo di Castello da parte di uno della zona di San Nicolò.

Quel che è certo, è che alla Repubblica questi dissapori andavano bene, in quanto sapevano che, in questo modo, se una delle due parti si fosse ribellata al governo, l'altra avrebbe fatto l'esatto contrario, per cui, almeno agli albori, non faceva sicuramente nulla per evitare le zuffe, anzi.

Tornando al ponte, la parte centrale dello stesso, presenta, ai quattro lati, un'orma di piede evidenziata in marmo bianco: queste impronte segnavano, da una parte, la postazione dove i contendenti di ogni fazione si piazzavano per fare a pugni mentre, agli angoli opposti, vi erano le postazioni dei giudici i quali avevano il compito di controllare la regolarità degli scontri.

Le lotte erano di tre tipi:

  • pugilato e si concludeva al primo spargimento di sangue (chiamato romper el mustachio) mentre se il perdente cadeva in acqua la vittoria era considerata doppia
  • frota era invece una lotta tra più persone di una fazione e l'altra che si scontravano scatenando una rissa furiosa senza esclusione di colpi
  • guerra ordinata era la conquista del ponte da uno dei due gruppi di persone che dovevano spingere gli avvversari sulla loro sponda e gettarne in acqua il più possibile

Queste animosità furono regolamentate intorno al 1292 ed erano ammesse da Settembre a Natale; furono proibite nel 1705. Come si può ben calcolare, queste lotte sul ponte dei Pugni durarono la bellezza di 413 anni.

Pare che, il 30 settembre del 1705, ci fu una assai sanguinosa lotta che partì con i pugni sino ad arrivare a coltelli e sassi e che i contendenti vennero separati grazie al prete di San Barnaba che uscì dalla chiesa con un crocifisso in mano. 

Negli anni successivi, le due fazioni rivali si dovettero limitare a gareggiare in attività meno cruente, quali le forze d'Ercore e le regate.

Attualmente, durante il giorno, è presente un barcone di frutta e verdura proprio ai piedi del ponte, andando verso campo San Barnaba.

Altri luoghi da scoprire

Prima pubblicazione: Sabato, 12 Gennaio 2013 — Ultimo aggiornamento: Venerdì, 08 Gennaio 2016

Missiva — La newsletter di Venipedia

Ricevi comodamente gli aggiornamenti, le anticipazioni e le novità di Venipedia nella tua casella postale.