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Marcello Nicolò fu il 69° doge della Serenissima (1473-1474).

Aveva 74 anni (era nato nel 1399).

Amabile e benefico era stato rettore a Brescia, Verona e Udine, poi capo del Consiglio dei X, infine procuratore di S. Marco de supra dal 12 maggio 1466.

La sua devozione e la curiosità per le reliquie lo portarono a scoprire, tra l’enorme quantità di oggetti entrati a far parte del Tesoro di San Marco durante i secoli, una cassetta contenente un pezzo di legno e un chiodo, ritenuti reliquie della Croce di Cristo. Autentiche o meno, queste reliquie furono spesso esposte e portate in processione.

Nel suo breve dogado, Marcello  continuò l’opera risanatrice delle pubbliche finanze e il nuovo conio della mezza lira d’argento fu chiamato in suo onore marcello.

Anche dal punto di vista militare e strategico il suo operato fu un proseguimento di quanto precedentemente stabilito. L’evento più importante del suo dogado fu il tentato colpo di stato avvenuto a Cipro, sventato da Pietro Mocenigo.

Fu sepolto nella Chiesa di S. Marina e il monumento funebre venne realizzato da Pietro e Tullio Lombardo tra il 1481 e il 1485.

Quando la chiesa fu chiusa al culto (1810) e poi sconsacrata (1818), le spoglie del doge e il suo monumento funebre vennero spostati nella Chiesa di S. Giovanni e Paolo. Famosi i suoi ritratti eseguiti da Tiziano e da Bellini: il primo si trova a Roma alla Pinacoteca Vaticana e il secondo a Londra alla National Gallery.

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Prima pubblicazione: Giovedì, 04 Aprile 2013 — Ultimo aggiornamento: Venerdì, 14 Giugno 2013

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