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Magnifiche stanze con affreschi di pregio, mobilio di eccezione, arazzi alle pareti, lampadari in vetro di Murano, questo ed altro potrai trovare in questo museo.

Ma l'elemento più sorprendente è sicuramente la presenza di una farmacia: un'autentica spezieria dotata di vasetti di maiolica, un laboratorio e tutta l'attrezzatura originale necessaria per la preparazione dei medicamenti. E pensare che fino al 1908 la si poteva incontrare in campo San Stae, insegna Farmacia Ai do San Marchi.

Il palazzo Rezzonico nel 1936 venne adibito come sede del Museo del Settecento veneziano e per l'allestimento si recurerarono le opere settecentesche di proprietà dei Musei Civici di Venezia, oltre a una collezioni di dipinti regalati da Ferruccio Mestrovich.

Tra le varie sale presenti troviamo: la sala da ballo usata per le feste, elemento tipicamente settecentesco, il cui spazio è stato ricavato sfruttando l'altezza dei due piani nobili eliminando un solaio e alcune finestre, la sala dell'allegoria nuziale il cui nome deriva da un affresco a soffitto di Giambattista Tiepolo, la sala dei pastelli con mobili dorati di fabbricazione  tipica veneziana e un notevole lampadario di Murano a sedici lumi, sala degli arazzi caratterizzata, appunto, dalla presenza, a muro, di tre ampi arazzi fiamminghi e infine una cappella nella quale si trova un raffinato  inginocchiatoio in legno di noce che, ribaltandolo, diventa una poltrona.

E' presente, poi, il portego dei dipinti che raccoglie le più notevoli opere pittoriche di proprietà del palazzo organizzate in “quadreria”, una sala riservata al Longhi e gli affreschi recuperati dalla Villa Zianigo compiuti da Giandomenico Tiepolo.

La Farmacia Ai do San Marchi costituita da: un numero imprecisato di vasi in maiolica decorata per la conservazione di spezie e materiali necessari per preparare dei medicamenti (due vasi più ampi hanno affissa l’insegna della farmacia costituita da due leoni che tengono il Vangelo aperto), un laboratorio dotato di caminetto e fornello, oltre agli alambicchi in vetro sottilissimo provenienti dalle fornaci di Murano, enormi scaffali con vasi di maiolica e in vetro e due grandi mortai utilizzati per polverizzare i materiali.

La preziosa pinacoteca donata alla città da Egidio Martini che costituisce una collezione di pitture, quasi tutti di scuola veneziana, le prime datate ‘400 mentre le più recenti del ’900, da lui stesso restaurate.

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Prima pubblicazione: Martedì, 29 Maggio 2012 — Ultimo aggiornamento: Venerdì, 30 Settembre 2016

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