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Si deve la realizzazione di questo museo al suo proprietario barone Giorgio Franchetti che con dedizione e passione ha restaurato la sede e raccolto un notevole numero di opere.

Nelle sale espositive, si potrà spaziare tra sculture, bronzi e mobili di pregio ma anche dipinti toscani ed altri di scuola fiamminga. Non solo, sono conservati anche preziosi affreschi che provengono dal Fontego dei Tedeschi.

Al piano terra del palazzo, vicino alla biglietteria, è possibile visitare un cortile che contiene una vera da pozzo capolavoro del 1427 dello scultore Bartolomeo Bon e nell'atrio un elegante mosaico che riprende i mosaici della Basilica di San Marco.

E' presente un marmo che rappresenta un angelo che regge lo stemma della famiglia Contarini, precedenti proprietari della dimora.

Caratteristica la scala esterna con arcate ogivali e adornata da una ringhiera marmorea frutto dell'opera di Matteo Raverti. Fu demolita nel corso dell'Ottocento e rimessa a nuovo dal barone Franchetti recuperando i pezzi originali.

E' presente, inoltre, un portico affiancato al cortile nel quale si trovano sculture di gran pregio mentre nel braccio corto è posta l'iscrizione commemorativa dove sono posizionate le ceneri di Giorgio Franchetti.

Il museo raccoglie la collezione d’arte che il barone Giorgio Franchetti donò allo Stato dal 1916. 

All'interno, sono presenti opere che provengono dalla maggior parte dei luoghi di culto e conventi soppressi dopo la caduta della Serenissima, pittura veneziana realizzata tra il Quattrocento e il  Cinquecento  tra  cui  la  famosa  opera  di  Andrea Mantegna "San Sebastiano" e a queste si aggiungono capolavori di scuola toscana e fiamminga.

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Pubblicato: Martedì, 29 Maggio 2012 — Aggiornato: Martedì, 08 Novembre 2016

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