Venipedia: molto più di un'enciclopedia di Venezia. – La miglior guida di Venezia.

Tempo di lettura: 2 minuti

La chiesa fondata nel XV secolo si trovava sulla Riva degli Schiavoni, provenendo da piazza San Marco in direzione Castello ed era una copia della nicchia del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Al suo interno c'erano opere di Jacopo Palma il Giovane, Leandro Bassano e Sante Peranda.

Dopo la caduta della Repubblica, nel 1808 l'intero complesso venne soppresso e oggi, al suo posto, si trova la Caserma Cornoldi. 

Elena Celsi, vedova di Marco Vioni, con testamento datato 2 gennaio 1409, donò la sua casa, che sorgeva accanto al ponte del Sepolcro, per dar rifugio alle povere e alle pellegrine dirette al Santo Sepolcro di Gerusalemme. Nel 1471 le due patrizie veneziane Beatrice Venier e Polissena Premarin scapparono dall'isola di Negroponte — poichè conquistata dai Turchi — e vennero ricoverate nel 1475 proprio nell'ospizio Celsi, in cui — assieme ad altre pellegrine — abbracciarono il terzo ordire di San Francesco (altrimenti dette in veneziano delle pizzòcare), creando il primo nucleo di quello che sarà noto in tutta l'isola come il convento del Santo Sepolcro.

Il 13 Aprile del 1493 il convento fu concesso in perpetua concessione alle pizzòcare di San Francesco e con esso anche la gestione dell'ospizio.

Si ritiene che la chiesa del Santo Sepolcro sia stata eretta nel 1493 — probabilmente da Tullio Lombardo — come da indicazioni ricevute da Beata Clara Bugni che ebbe una visione sacra; la consacrazione avvenne il 14 novembre 1582. Il sepolcro, realizzato come quello sito a Gerusalemme, era costituito da dei grandi blocchi in pietra grezza che formavano una grotta, in cui si trovava un altare realizzato in marmo policromo — come descritto dal critico Giovanni Stringa — con quattro angeli ai suoi lati. Si poteva inoltre accedere, scendendo una scaletta, fino all'ipogeo, dove si poteva adorare una raffigurazione di Gesù.

Nel 1500 le religiose appartenenti all'ordine francescano riuscirono, dapprima, ad essere ufficialmente dispensate dall'obbligo di dover accogliere le pellegrine e poi ad espandere il convento grazie alle cospicue donazioni affluite. Con questi mezzi economici, fra il 1513 e il 1523, acquistarono l'adiacente palazzo Ca' Molin dalle due torri che fu l'abitazione del poeta Francesco Petrarca.

Nel XVII secolo le monache restaurarono, oltre al convento, anche la chiesa del Santo Sepolcro grazie alla cospicua donazione della famiglia Grotta.

Nel 1807, dopo la caduta della Repubblica, l'intero complesso venne soppresso dai decreti napoleonici e nel corso del 1808 venne demolito per ricavarne l'attuale Caserma Cornoldi, prestigiosa sede del Circolo Unificato dell'Esercito e del Presidio Militare Esercito di Venezia.

Oggi si può ancora ammirare il portale incompleto del convento — architettato da Alessandro Vittoria ma opera di Jacopo Sansovino — che era stato commissionato dal medico e filologo ravennate Tommaso Rangone nel 1570.

Altri luoghi da scoprire

Prima pubblicazione: Lunedì, 14 Agosto 2017 — Ultimo aggiornamento: Venerdì, 18 Agosto 2017

Missiva — La newsletter di Venipedia

Ricevi comodamente gli aggiornamenti, le anticipazioni e le novità di Venipedia nella tua casella postale.