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Anticamente, rappresentava la parte estrema della "Spiaggia di S.Marta", prima della conversione dell'area a usi portuali e residenziali. Oggi ospita eventi artistici e culturali. 

Posizionata nei pressi di un parcheggio, è l'unico posto della città accessibile alle automobili, oltre a piazzale Roma.

La chiesa fu costruita nei primi anni del XIV secolo su inziativa di Giacomina Scorpioni e con le donazioni di numerosi patrizi veneti tra i quali Marco Sanudo Torsello e Filippo Salomon. Questo intervento economico consentì la fondazione anche della chiesa di Sant'Andrea e di un alloggio per i poveri nella parrocchia di San Nicolò. 

Tre anni dopo, nel 1318, a causa di una controversia con il gruppo religioso di San Nicolò, venne cambiata la destinazione d'uso dell'ospizio e venne trasformato in monastero di suore benedettine, provenienti dal convento di San Lorenzo di Ammiana. 

Tra il 1466 ed il 1468 il luogo di culto venne riedificato e nel 1480 nuovamente consacrata confermando il titolo di Santa Marta attribuito ufficialmente già dal 1397. Agli inizi del XVI secolo, il monastero venne trasformato da regola benedettina ad agostiniana per mano di papa Clemente VII per poi venire soppresso in esecuzione del decreto del Regno Italico dell'8 giugno 1805.

Oggi dell'antica sacralità della chiesa è rimasto ben poco, solo le mura esterne in mattoni a vista e la facciata a capanna. Sono presenti due portali d'entrata: uno, il principale, dal campiello e l'altro laterale rivolto verso il parcheggio.  

L'ampia navata oggi contiene una struttura in legno in grado di accogliere posti a sedere e adeguata ad ospitare conferenze ed eventi culturali; il soffitto è costituito di una travatura reticolare lignea.

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Pubblicato: Domenica, 24 Agosto 2014 — Aggiornato: Mercoledì, 13 Gennaio 2016

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