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Nel nuovo numero della rivista Kaleidos dell'Università Popolare di Mestre si parla del cinquantenario dello sbarco sulla Luna, ecco l'editoriale di Daniela Zamburlin.

Il viaggio era ormai diventato un incubo, l’allucinata e rabbiosa constatazione di un fallimento. L’inutilità delle fatiche sostenute rendeva aggressivo e pericoloso l’equipaggio e gli ammutinamenti erano all’ordine del giorno. All’improvviso un grido squarciò la notte: “Terra! Terra!”, esclamò il marinaio di vedetta della Pinta, Rodrigo de Triana.

In lontananza un fuoco ardeva visibilmente, pareva una candela tremolante, forse "un segno di Dio: prima, vera e positiva indicazione di una terra".

Erano le 22 dell’11 ottobre 1492 e in cielo brillava il primo quarto di luna. 

È irrilevante che le tre caravelle di Colombo, la Niña, la Pinta e la Santa Maria, fossero a 35 miglia di distanza dalla costa e che da quella distanza fosse impossibile avvistare qualsiasi bagliore proveniente da fuochi accesi per riscaldarsi o da altre fonti luminose. L’America si offriva ormai al proprio disvelamento e in quell’ora la luna assisteva placida ad un evento che avrebbe cambiato la storia del mondo.

Fu così che gli Americani contrassero inconsapevolmente un debito con la dea vergine e cacciatrice, conosciuta con il nome di Diana/Selene e fu così che il 21 luglio 1969 alle ore 2.56 del meridiano di Greenwich, il comandante Neil Armstrong, sceso dal LEM dell’Apollo 11, calpestò per la prima volta il suolo lunare dicendo: “è un piccolo passo per un uomo, un gigantesco balzo per l’umanità”. Non potevano essere che gli Americani a sbarcare su quella luna che li osservava da millenni e che aveva assistito alla scoperta, da parte di Colombo, di quella terra nella quale si sarebbe sviluppata la loro civiltà. E poco importa se in molti hanno messo in dubbio la veridicità di questo evento straordinario e se per renderne tutta la sua importanza si è aggiunto qualche dettaglio di fantasia e di enfasi strategico-politica. 

La luna, luogo degli amori, dei misteri e delle cose perdute, ha ispirato da sempre poeti, prosatori, artisti, musicisti e compositori. L’elenco degli estimatori che hanno cantato il suo fascino misterioso è troppo vasto per poter essere citato.

In questa sede vogliamo solo aggiungere una riflessione su alcuni temi che riguardano la “casta diva”, di belliniana memoria. In questo numero di Kaleidos è sembrato innanzitutto importante ricordare i miti, i culti lunari, le credenze popolari con i proverbi e le superstizioni, l’influsso della luna sulle maree, il rapporto tra luna e agricoltura e i termini del nostro linguaggio che alla luna si riferiscono.

Non poteva mancare una riflessione sulla produzione cinematografica, nella quale la luna funge da protagonista.

Strettissimo il rapporto tra donna e luna, e l’influenza esercitata su comportamenti e attività, di cui si ha testimonianza in detti e credenze popolari, in molti casi confermati dalla scienza. 

Di particolare interesse e collegato alla luna, il tema dei rifiuti spaziali che, in seguito alle numerose spedizioni, emerge nella sua gravità e pone il problema di come l’uomo incide negativamente sull’equilibrio e la vita dell’universo mondo.

Tra le sorprese che la luna riserva c’è anche quella della "superluna" che è la coincidenza di una Luna piena con la minore distanza tra Terra e Luna. L'effetto che ne consegue è un aumento delle dimensioni apparenti della Luna, vista dalla Terra. Il termine non è strettamente astronomico: la definizione scientifica per il momento del massimo avvicinamento della Luna alla Terra è ‘perigeo lunare’

Il 2019, oltre che l’anno in cui si ricorda il cinquantenario dell’allunaggio, ha regalato anche tre superlune, il 21 gennaio, il 19 febbraio e il 21 marzo. 

Ancora qualche curiosità: il 23 giugno 2013 si è avuta la più vicina e grande luna piena; nel 2014 il fenomeno ha avuto la massima visibilità il 10 agosto, in coincidenza con la notte di San Lorenzo. Nella notte tra domenica 13 novembre 2016 e lunedì 14 c'è stata la luna più grande degli ultimi 60 anni: infatti, l'ultima con tali dimensioni c’era  stata nel 1948.

Infine, una precisazione sulla data del ‘primo piede sulla Luna’. Secondo il Tempo (orario) coordinato universale — UTC — corrispondente al fuso orario di Greenwich, abitualmente usato per navi, aerei e missioni spaziali, lo storico primo passo di Armstrong avvenne il 21 Luglio alle ore 2:56, corrispondenti in Italia (ora legale) alle ore 4:56, ma a Houston erano le 20:56 (ora locale) del giorno prima e pertanto la NASA sul suo sito riporta 20 luglio.

(dz)

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Pubblicato: Martedì, 21 Maggio 2019 — Aggiornato: Martedì, 21 Maggio 2019