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La diffusione della stampa fu un prezioso alleato per la crescita dell’istruzione e, conseguentemente, per lo sviluppo di una consapevolezza di sé, specie per le donne e gli umili.

I tipografi sfornarono in gran numero opuscoli per apprendere da soli a leggere e a scrivere. Già alla fine del Quattrocento in Italia uscì il Libretto d’imparare di leggere, scrivere et tenere conto, stampato nel 1491 da Nicolò di Vimercate, ma questi strumenti vennero realizzati in tutta Europa. Usati sino a consumarli, passati di mano in mano, ne sono sopravvissuti pochi ma sono attestati un po’ dovunque da Strasburgo a Lione e oltre.

Venezia, capitale internazionale della stampa, fu un centro attivissimo di produzione e diffusione di tali operette di poche pagine e di basso costo, diffuse nei mercati e portate in giro dagli ambulanti e dai cantimbanco. Sovente ne erano autori antesignane figure di divulgatori popolari, come Giovanni Antonio Tagliente, che girò l’Italia insegnando scrittura e fu anche al servizio della cancelleria della Serenissima.

Si indirizzò particolarmente alle donne, come si può rilevare dal titolo di un suo opuscolo molto fortunato: Libro maistreuole. Opera nuouamente stampata del 1524, in Venetia, la quale insegna maistreuolmente con nuouo modo & arte a legere ali grandi & piccoli & alle donne che niente sanno in termine de mesi doi et piu & manco, secondo lingegno de cui cercha imparare. Prometteva dunque di insegnare a leggere nello spazio di soli due mesi e aveva in serbo altri libretti, dal successo incontrastato, per apprendere la scrittura. Ma i tipografici fecero a gara, e guadagnarono molto, da alcuni opuscoli che iniziarono a uscire a Venezia, destinati proprio al pubblico di donne, in relazione alla produzione di manufatti di ricamo femminile per il mercato internazionale, ma che si diffusero velocemente in tutta Europa: i libri di modelli di ricamo, di cui vi mostro uno dei più famosi, sempre del Tagliente del 1527.

Ricamare e scrivere: sembrano campi distanti che non abbiano alcuna relazione eppure non è così: come esistevano i libri di per imparare a scrivere così esistevano i libri di modelli di ricamo che oltre a fiori, animali, disegni geometrici, presentavano le lettere dell’alfabeto, minuscole, maiuscole e con vari stili di scrittura e che impressero una spinta all’alfabetismo femminile . Economia, lavoro e istruzione femminili. Questi umili libretti possono raccontarci davvero tantissime storie.

Qualcuna potete leggerle anche qui:

(tp)

Fa parte della serie: Storia delle scritture delle donne in Europa di Tiziana Plebani
Pillole di storia scritte da Tiziana Plebani, provenienti dalla sua ricerca confluita nel libro Le scritture delle donne in Europa (Carocci editore) e un omaggio all’8 marzo.

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