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Nel numero 37 della rivista Kaleidos dell'Università Popolare di Mestre si parla di Leonardo da Vinci, ecco l'editoriale di Daniela Zamburlin.

Naturalmente li omini boni desiderano sapere. Così Leonardo (1452-1519) riafferma la centralità della conoscenza e la necessità che scienza, arte e tecnica siano profondamente unite. Proprio questa perfetta compenetrazione permise a Leonardo di superare la diffidenza dell’umanesimo nei confronti della geometria e di sviluppare una nuova disposizione d'animo verso la matematica, di cui bisogna riconoscere l'apporto essenziale alla creatività artistica. Dal punto di vista metodologico, egli può venir considerato un precursore di Galileo, per l'importanza essenziale attribuita sia all'esperienza che alla matematica; anzi, non si può escludere che Galileo, nell'elaborazione del suo metodo matematico-sperimentale, abbia subito, sia pure indirettamente, l'influenza di Leonardo.

Le aree di studio di Leonardo sono multidisciplinari. Cominciando dalla meccanica va segnalata la sua geniale intuizione del principio di inerzia. Intuì anche il principio della composizione delle forze e quello del piano inclinato, assunto come base per la spiegazione del volo degli uccelli traducendo ogni intuizione in tentativo di realizzazione o di progettazione tecnica. È la prima volta nella storia dell'umanità che la dialettica tecnica-scienza viene attuata con tanta consapevolezza: ciascuna delle due fornisce all'altra ausili, suggerimenti e motivi di meditazione. Negli altri campi della fisica, basterà menzionare due genialissimi risultati: l'intuizione dell'analogia fra il fenomeno della luce e i fenomeni ondulatori, e la scoperta del principio dei vasi comunicanti. Leonardo compì approfonditi studi anche nel campo dell'idraulica applicata, dalla regolamentazione delle acque, alle bonifiche di vasti territori fino alla progettazione di straordinarie opere difensive, tra le quali l’allagamento della pianura padana.

In geologia spiegò l'origine dei fossili. In astronomia intuì che la Terra può venire considerata come una stella, ed anzi si propose di dimostrare che essa deve riflettere la luce in modo analogo a quanto fa la Luna. In anatomia, descrisse la struttura e il funzionamento dell'occhio, fece parecchie osservazioni esattissime sulla circolazione del sangue, studiò i muscoli del cuore disegnandone le valvole. Leonardo compiva i suoi studi di anatomia, compresa l’autopsia, con il duplice scopo di conoscere meglio il corpo umano e di migliorare le proprie capacità di artista. D'altra parte proprio queste capacità gli permisero di riprodurre in disegno le cose osservate, con una precisione e una fedeltà eccezionali. Se non possiamo scindere in lui il tecnico dallo scienziato, ancor meno possiamo scindere lo scienziato dall'artista. L'uso sistematico del disegno per studiare i fenomeni naturali consentì a Leonardo di rappresentare la realtà in modo fedelissimo unendo mirabilmente scienza e arte.

Per quanto attiene al suo profilo umano molte testimonianze e aneddoti sono contenuti nell’opera Le Vite di Giorgio Vasari che lo descrive come un uomo di spirito, un burlone che si divertiva a fare scherzi a chi lo visitava.

Amava gli animali che voleva fossero rispettati come creature viventi e senzienti. Si dice che vedendo in un mercato degli uccelli tenuti in gabbia per essere venduti, li comperò tutti e li lasciò volare restituendo loro la libertà. Fu animalista convinto e vegetariano, anticipando le tendenze attuali.

Curioso oltre ogni limite, versatile e assetato di conoscenza, cercava negli angoli più nascosti e malfamati della città i personaggi che vediamo magistralmente ritratti nei suoi disegni e nei suoi dipinti. Straordinaria è la sua arte pittorica nella quale compare perfettamente riprodotta anche la natura.

Si rammaricò sempre di non conoscere il latino. ‘Omo sanza lettere’, così si definisce in una pagina del Codice Atlantico. Per Leonardo, che aspirava a fare dell’arte una scienza e della scienza un’arte, la conoscenza della lingua dei dotti sarebbe stata requisito fondamentale per attirarsi la considerazione del mondo accademico. Fu senza ombra di dubbio uno scrittore prolifico, anche se compose solo il Trattato di Pittura, ma moltissimi sono i quaderni che ha lasciato. Prima che il loro contenuto fosse reso noto ci volle del tempo poiché ne era estremamente geloso. Per mantenere il completo segreto sui suoi appunti, scriveva alla rovescia, in modo che i suoi fogli fossero leggibili solo allo specchio.

Dalla distanza di cinque secoli Leonardo ci osserva con sguardo severo come appare nel suo autoritratto: ma il suo vero volto rinvia ad altre dimensioni: quelle di un uomo cordiale e scherzoso, anticonformista, un genio inimitabile, un contemporaneo che odiava la supponenza, convinto, come ebbe a scrivere, che la vera intelligenza ignora l’arroganza.

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(dz)

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