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A quanti è capitato di lasciarsi sedurre da una medaglia? Pensare che dietro ad oggetti così piccoli ci sono abili mani che grazie al loro lavoro ridiedero vita a frammenti di storia veneziana.

Opera artistica, testimonianza storica, tributo di benemerenza, strumento di propaganda e di autocelebrazione, ma anche di denigrazione e condanna degli avversari; sono alcune delle caratteristiche e delle destinazioni tipiche della medaglia. Senza dubbio, proprio la molteplicità della natura di questo singolare oggetto, costituisce un elemento di suggestione anche per chi gli si accosta senza particolari interessi specialistici.

Molti credono che comprendere il significato di una medaglia sia banale ma non è così, è frutto di un lavoro certosino di interpretazione di simboli, lettere e immagini, oltre ad un’esamina congiunta dei suoi lati.

E se la lettura di una medaglia risulta non essere certo un’operazione semplice e immediata, figuriamoci il lavoro dei medaglisti cosa poteva essere.

Oggi vi presentiamo due straordinarie personalità che grazie alla loro esperienza realizzarono dei veri capolavori: Luigi Ferrari e Francesco Stiore, entrambi incisori alla Zecca all'epoca della denominazione austriaca. La loro capacità fuori dall’ordinario consisteva nel dar vita a una medaglia, non plasmandone un modello da destinare alla fusione o alla riduzione tramite pantografo, ma incidendo direttamente il punzone d’acciaio destinato poi alla realizzazione del conio. La loro attività fu talmente prestigiosa che i punzoni e i conii che questi uomini realizzarono sono oggi esposti presso il medagliere del Museo Correr.

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