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C’è il Canal Grande ritratto da decine di angolazioni e punti panoramici, prima dai grandi vedutisti del ‘700 veneziano come il Canaletto o Francesco Guardi, poi da fotografi professionisti o meno, infine da qualunque smartphone si trovi a girovagare per Venezia.

Poi c’è l’isola di Smeraldo, con le sue leggende e i suoi miti, il suo piccolo popolo tra leprecauni, fate, folletti ed elfi, conosciuta anche per un trifoglio verde come simbolo e — ok — la Guinness. Qui, in questa terra verde, c’è anche un Canal Grande.

La sua storia inizia nel lontano 1715, quando viene espressa la necessità di creare un collegamento via acqua lungo 132 chilometri tra Dublino e il fiume Shannon, che però non troverà maturazione se non nel 1757. Un inizio comunque lento e faticoso, che trova un maggiore impulso una decina d’anni dopo quando nel progetto viene riversata un’enorme quantità di denaro. Ma non basta, i lavori procedono comunque a rilento.

Installazione luminosa nella Grand Canal Square (Savkin Ignat, Twenty20)

Sarà solo alle porte di uno dei periodi più intensi di costruzione nella storia di Dublino, nel 1772, quando la neo fondata Grand Canal Company — da un gruppo di nobili e di mercanti —, assistita da sovvenzioni pubbliche, porterà a termine il progetto, attraverso la palude di Allen. Qualche decina d’anni più tardi, in zone fangose piene di anatre, la Grand Canal Company commissiona la creazione di un grande porto per consentire alle barche di transitare dal Canal Grande al fiume Liffey e al porto di Dublino, il Grand Canal Docks. La maggior parte dei lavoratori assegnati alla sua costruzione sono pescatori locali.

Alle 11 in punto del 23 aprile 1796 c’è l’inaugurazione, con l’ingresso di personalità e imbarcazioni, al saluto dell’artiglieria posizionata lungo Hanover Quay.

Dopo secoli di uso prettamente portuale, con pochissime case presenti e molte strutture di servizio, oggi il Grand Canal Docks sta vivendo una vivace riqualificazione, con progetti e architetture degne di nota, che stanno trasformando questo luogo in una attrazione sempre più interessante, nonché un luogo di riferimento per la popolazione locale.

Convention Center nel Docklands di Dublino, inaugurato nel settembre 2020 (Steve Allen, Twenty20)

Il Canal Grande irlandese continua ancora oggi a far scorrere acqua nei suoi lunghi 132 chilometri, partendo dal Grand Canal Docks e snodandosi tra rive verdi e ponti in pietra, tra tratti più ampi e passaggi più stretti, offrendo luoghi di autentica serenità, per gli occhi e per l’animo.

I Docks offrono invece strutture moderne e architetture dalle forme slanciate, in un misto di strutture metalliche e vetro, condite da installazioni moderne che abbelliscono il paesaggio anche di notte, come la Grand Canal Square, progettata e realizzata dagli studi di architettura Martha Schwartz Landscape Architects e John McLaughlin Architects, e il Grand Canal Square Theatre — un teatro da 2000 posti, realizzato dallo studio Daniel Libenskind. Non molto lontano si trova anche l'EPIC, un museo a forte carattere digitale, dedicato ai 10 milioni di donne e uomini che sono emigrati nel mondo, e al loro impatto che a quest'ultimo hanno dato.

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