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Le piccole particelle di plastica, cosiddette microplastiche, sono diventate un problema reale, dannoso per tutto il ciclo alimentare e per l'inquinamento marino. Un ragazzo di 18 anni ha trovato una soluzione semplice, ma potenzialmente molto efficace.

Vale la pena ricordarlo: le microplastiche riguardano tutti noi. Le produciamo e le ritroviamo ogni giorno nei nostri mari, nel nostro ciclo alimentare e sono un grande problema da risolvere insieme alla crisi climatica. In pratica, ogni settimana è come se mangiassimo una carta di credito (ovvero l'equivalente di 5 gr di microplastiche).

Delle microplastiche abbiamo già parlato nel 2013, in un vecchio approfondimento legato alla morìa di pesci in laguna che si è verificata quell’anno e più specificatamente al come questi micro granuli di plastica, chiamati nurdles, sono in grado di fare da vera calamita per i veleni tra i più temibili, dannosi e resilienti come il DDT o i PCB.

Una buona notizia per arrivare ad un metodo efficace di rimozione di queste particelle dannose (ricordando che sono oggi una tra le cause di morte del principale anello della catena alimentare, ovvero il plancton) proviene da Fionn Ferreira, premiato al Google Science Fair — un concorso per giovani menti brillanti che possono portare un grande contributo positivo, indetto da Google — grazie al suo progetto di ricerca sui ferrofluidi applicati alle microplastiche.

Fionn Ferreira alla Google Science Fair

Il diciottenne irlandese ha trovato infatti una soluzione, che nel suo esperimento ha una percentuale di funzionamento dell’87%, su una decina di plastiche inferiori ai 5 millimetri di grandezza (questa è la misura massima per diventare microplastiche). Tale soluzione si basa sull’utilizzo di olio e magnetite (polvere di ossido di ferro), che compone un cosiddetto ferrofluido non tossico in grado di attrarre le microplastiche a sé.

Questa ricerca, fatta nella sua abitazione con strumentazione “amatoriale”, come lo spettrometro da lui stesso costruito, gli è valsa il premio principale della Google Science Fair di 50.000 dollari.

Il prossimo passo sarà capire come poter applicare questa ricerca su una scala più vasta, come una laguna, un lago o un fiume, per finire poi all’applicazione su mari e oceani.

Ma il primo passo, quello più importante della scoperta, è stato fatto.

Lo abbiamo anche intervistato, scoprendo altre cose interessanti sulla sua ricerca e su come vede il mondo.

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