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Uno degli eventi annuali più amati da tutti, che rievoca antiche gare tra i regatanti.

Iniziata come gara spontanea, senza una cadenza predefinita, si è poi evoluta in un appuntamento fisso, un giorno in cui il Canal Grande si riempie di colori.

Sembra che il suo nome derivi da "rigata", ovvero un sistema adottato quando la partecipazione divenne molta ed era necessario un modo per far partire assieme tutti i regatanti, senza disparità.

In una città come Venezia, che vive sull’acqua e dove la barca è il mezzo più normale da usare, è naturale che vi si svolgano delle corse acquatiche. Si presume che le prime gare di voga siano state delle competizioni amichevoli tra gli ortolani delle isole lagunari, effettuate mentre si recavano al mercato di Rialto per portare le proprie produzioni agricole.

Ma sembra che le prime vere gare pubbliche siano sorte nel XIII - XIV secolo quando, per essere pronti alla difesa della patria, tutti i cittadini dovevano esercitarsi nei giorni festivi al tiro con l’arco e con la balestra. Il “poligono di tiro” era il Lido e per raggiungerlo c’erano molte barche pubbliche, da 30 e 40 remi, a disposizione del popolo.

Gli equipaggi delle barche iniziarono, per gioco, a gareggiare tra di loro, fino a quando vennero organizzate delle partenze in massa. A queste gran vogàe (grandi vogate) partecipavano in molti e con entusiasmo: tutte le barche erano messe in riga, per farle partire tutte assieme e da qui si suppone che derivi il termine rigata, o regata. Con il tempo le rigate diventarono sempre più presenti ed importanti nella vita pubblica veneziana.

Nella Regata Storica si unisce la voga, sport veneziano per eccellenza, alla storia e ai fasti della Serenissima. È uno dei tre importanti appuntamenti annui di Venezia e si svolge la prima domenica di settembre, dopo la festa del Redentore (terzo fine settimana di luglio) e prima della festa della Madonna della Salute (21 novembre).

Fin dai primi anni della Repubblica si usavano organizzare delle competizioni tra barche per  festeggiare qualche avvenimento o per l’arrivo in città di regnanti e ambasciatori stranieri. Nel 1315 venne decretato che si svolgesse una regata annuale in occasione della Festa delle Marie; da quell’anno in poi la regata si accompagnò a sontuosi eventi pubblici e divenne momento di grande importanza e prestigio per la Serenissima.

Per l’occasione tutti palazzi sul Canal Grande venivano addobbati con bandiere ed arazzi, e sulle rive, sui ponti, sulle fondamente e nelle finestre dei palazzi stessi si radunava una moltitudine di persone.

Allora, come ora, l’evento si divideva principalmente in due parti. La prima parte, quella più pittoresca, si svolgeva con uno fastoso corteo acqueo composto dalle bissone (barche da parata decorate) delle varie famiglie nobili, guidate dal Bucintoro (la barca di rappresentanza del Doge) dove si trovava il Doge stesso, la Dogaressa, assieme alle più alte cariche dello Stato e gli ospiti più illustri.

La seconda parte, tipicamente sportiva, comprendeva le gare tra vari tipi di barche, fino alla competizione più importante: quella dei batelìni, oggi chiamati gondolìni, con due rematori. Le prime gare avvenivano in aperta laguna, poi si limitarono al Canal Grande.

Nei secoli vi furono molte variazioni alle competizioni: dal secolo XVI si iniziarono delle gare riservate anche alle donne, mentre nel secolo XVIII vennero create delle gare tra nani e gobbi.

Evento costante nei secoli, dopo la fine della Repubblica la regata annuale perse di importanza ma non venne mai sospesa, salvo durante i moti insurrezionali del 1848 fino al 1866, negli anni tra il 1882 e il 1888, e durante la Seconda Guerra Mondiale.

Solo dal 1899 la regata venne chiamata Regata Storica; dopo l’annessione di Venezia all’Italia essa venne nominata Regata Reale. Durante il fascismo venne nuovamente rinominata come Regata Fascista (fu quando i gondolieri non vollero partecipare in camicia nera e si vestirono con la maglia bianca a righe, diventata poi la loro divisa). Dal 1946 riprese ininterrottamente come Regata Storica.

L’odierna Regata Storica

Nel pomeriggio della prima domenica di settembre di ogni anno si rinnova dunque questa grande manifestazione veneziana, con le stesse modalità e la stessa vitalità dei secoli scorsi.

Si inizia con il corteo storico (composto dal Bucintoro, con il Doge e la Dogaressa, e dal seguito di bissone e dalle barche delle società di voga veneziane, tutti con i vogatori e figuranti in costume), che rievoca l'accoglienza che i veneziani riservarono nel 1489  alla regina di Cipro, Caterina Cornaro, dopo la sua abdicazione in favore di Venezia.

Il corteo parte dal Bacino di San Marco e percorre tutto il Canal Grande fino alla Stazione, per ritornare poi a ritroso fino alla Machina (un palco galleggiante con le autorità e i giudici), situata in una svolta del Canal Grande presso Ca' Foscari.

Nella seconda parte della manifestazione vi sono le gare, divise fra 6 specialità, che seguono un ordine cronologico:

  1. le mascarete, a due remi, ragazzi fino ai 10 anni (schìe) e fino ai 12 e 14 anni (maciarèle)
  2. i pupparini a due remi, con i giovanissimi
  3. le mascarète a due remi, con le donne
  4. le bisse del Lago di Garda
  5. le caorline a sei remi, che rappresentano le isole e i sestieri
  6. gondolini a due remi, la regata dei campioni, momento culminante della giornata

Le barche sono contrassegnate con un numero, secondo una logica di posizione alla partenza, e sono colorate. Anticamente i colori corrispondevano alle varie zone della laguna e di Venezia. L’abbinamento numero-colore è:

  1. bianco
  2. giallo canarino
  3. viola
  4. celeste
  5. rosso
  6. verde
  7. arancio
  8. rosa
  9. marrone

Il percorso delle varie regate parte dal Bacino di San Marco, percorre tutto il Canal Grande fino alla Stazione, dove si gira attorno al “paletto” per ritornare indietro fino alla Machina, dove è alloggiata la giuria.

La Machina è sontuosamente addobbata, con colonne in legno dorato, arazzi e frasche; vi sono collocate le quattro bandiere riservate ai vincitori: rossa per i primi, bianca per i secondi, verde per i terzi, blu per i quarti. Per questo il modo di dire: ciapàr bandiera è sinonimo di vittoria nella regata, come si può anche leggere nella commedia di Giacinto Gallina: El moroso de la nona.

Fino a qualche anno fa all'equipaggio quarto classificato veniva donato anche un maialino vivo, ma per le giuste proteste degli animalisti è stato sostituito da un maialino in vetro.

Oltre ai premi che vengono assegnati esiste un titolo che è il più ambito tra i regatanti: il titolo del re del remo; viene assegnato, a vita, ai regatanti che hanno vinto cinque volte consecutive la regata dei campioni su gondolini.

Dalla seconda metà del 1800 in poi questi sono stati i regatanti che si onorarono di questo titolo: Luigi Zanellato, alla fine del 1800; Albino dei Rossi, detto Stigheta e Marcello Bon detto Ciapate, che vinsero le regate dal '47 al ’52; Giuseppe Fongher detto Bepi e Sergio Tagliapietra detto Ciaci, che vinsero le regate dal '69 al '76; Palmiro Fongher e Gianfranco Vianello detto Crea, che vinsero le regate dal '77 al '83.

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Pubblicato: Martedì, 20 Agosto 2013 — Aggiornato: Mercoledì, 30 Agosto 2017