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Il teatro, edificato nel per volere della famiglia Giustinian, inaugurò nel 1640, in prossimità di Palazzo Giustinian e della chiesa di San Moisé. Di dimensioni ridotte rispetto ad altri teatri della città, conobbe grande fortuna e il successo delle opere rappresentate rese presto necessario un ampliamento: nel 1668 venne ristrutturato per raggiungere una capienza di 800 spettatori. La prima opera messa in scena fu "Arianna" di Ottavio Rinuccini, musica di Claudio Monteverdi.

All’impresario Francesco Santurini si deve il successo del teatro: grazie ad un’attenta gestione della vendita dei biglietti, questi riuscì ad attrarre un pubblico sempre più vasto, decretando il successo del teatro e del genere operistico in città.

Nel Settecento, al San Moisè lavorarono grandi artisti del calibro di Antonio Vivaldi e Tomaso Albinoni. Inoltre, il teatro fu tra i primi ad ospitare l’opera buffa napoletana: Baldassarre Galuppi e Carlo Goldoni collaborarono proprio al San Moisé a rappresentazioni di questo genere.  

Le rappresentazioni proseguirono fino al 1818, anno della chiusura del teatro. Il teatro San Moisé venne inizialmente riadattato ed utilizzato come teatro di burattini, successivamente subì interventi di ristrutturazione e venne ricostruito con il nome di Teatro Minerva. Alla fine dell’Ottocento, la definitiva chiusura. L’edificio venne trasformato, per ospitare esercizi commerciali ed abitazioni private. 

Due le opere memorabili che vennero messe in scena: il 3 novembre 1810 la prima rappresentazione dell'opera prima di "La cambiale di matrimonio" dell'appena maggiorenne Gioacchino Rossini e il 19 luglio 1896 la prima proiezione al pubblico di un film dei fratelli Lumiére.

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