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Un'ampiezza di 12.000 metri quadri, racchiuso e separato dalle vie pubbliche tramite mura che circondano tutta l'area del castello. Un'area verde che si sviluppa davanti e dietro la villa, con funzioni storiche differenti, oggi destinate interamente a parco.

La grande corte antistante l'ingresso principale dell'edificio un tempo aveva un aspetto differente e serviva a svolgere sia una tradizionale funzione agricola che di rappresentanza da cui si diramavano le varie vie d'accesso ai giardini, sia quello posteriore che quelli più nascosti, a fianco delle torri laterali. Un tempo in parte pavimentata per battere il grano, l'area ospitava anche un'aia con animali domestici e veniva usata per tutti i lavori produttivi, come insaccare i prodotti o sgranare i legumi.

Qui si affacciano ancora oggi gli edifici di servizio che un tempo svolgevano funzione di fattoria, residenza del gastaldo, di colombara per l'allevamento dei piccioni, le serre e le barchesse con porticato, il cui intervento di Andrea Palladio le porteranno ad avere una rilevante importanza architettonica grazie alla connessione con l'edificio principale. Nelle barchesse trovavano luogo carri, attrezzi, magazzini, botteghe, stalle e laboratori artigianali.

L'area verde vicina alla corte era usata un tempo come cavallerizza, destinata quindi ad esercitare ed allenare i cavalli, probabilmente anche con il supporto di ostacoli da superare. Di tale funzione è rimasta oggi testimone una colonna bianca, che serviva all'istruttore per far compiere i vari esercizi al cavallo, attaccandolo alla stessa. Oggi è un grande prato verde con due fila di magnifiche magnolie grandiflora risalenti alla seconda metà del 1800.

La parte che invece si sviluppa dietro alla villa è più densa di varietà di vegetazione e piante officinali, con un'arredamento attuale da giardino romantico risalente al tardo '800, dopo vari cambiamenti susseguitisi nel tempo. Storicamente invece svolgeva anche funzioni diverse: esistevano infatti un brolo, un orto, una peschiera e una cedraia.

Un giardino profumato, denso di alberi secolari, fiori, piante officinali, vegetazione di varia tipologia e un ruscello che l'attraversa: la roggia, un canale artificiale del tardo 1200 voluto dalla comunità thienese per vari utilizzi, derivato dal torrente Timonchio, che scorre in tutta l'area comunale. Serviva quindi per irrigare, per abbeverare e per l'igiene personale. Nel resto del territorio permetterà il fiorire di attività come mulini, magli, concerie, tintorie.

Delle aree storicamente presenti, oggi ritroviamo la cedraia, una piccola serra e la grotta cinquecentesca realizzata da Cristoforo Sorte, un tempo circondata dalla peschiera alimentata dalla roggia che, dopo essere stata destinata ad uso laghetto sarà poi definitivamente interrata negli anni '70 a causa dell'inquinamento delle acque.

Un'area di relax silenziosa, dove è possibile leggere un buon libro o semplicemente godere della natura intorno, grazie anche alla presenza di comode sedute.

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