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Due edifici attigui uniti dalla stessa famiglia: i Barbaro, una delle più antiche casate del patriziato veneziano. Durante la permanenza dei Curtis, in Palazzo venne ospitato lo scrittore statunitense Henry James, nelle cui stanze ambientò il suo romanzo Le ali della colomba.

Posizionato vicino a Palazzo Franchetti, questa residenza è composta di due edifici affiancati, Palazzo Barbaro Curtis e Palazzo Barbaro a Santo Stefano.

Il più antico venne eretto su disegno di Giovanni Bon nel 1425 e fu in mano inizialmente della famiglia Spiera, poi di Pietro Franco, venditore di spezie ed erbe medicinali; fu il turno poi di Nicolò Aldioli, per passare infine ai suoi eredi fino a Zaccaria Barbaro. La facciata di questo edificio è tradizionalmente tripartita, presenta elementi arcaici che bene si fondono con gli elementi quattrocenteschi. A livello del primo piano nobile, oggi di proprietà di Piergiorgio e Franca Coin, si può notare la magnifica quadrifora con trafori quadrilobati del XV secolo mentre al secondo piano la polifora ha sembianze del XIV secolo. Dei due portali acquei originali, oggi solo uno risulta aperto mentre quello chiuso correva lungo il rio dell’Orso.

Lo stabile più recente, invece, con evidenti elementi in stile barocco, venne commissionato dai Barbaro all’architetto Antonio Gaspari nel 1694, frutto di ristrutturazione di una precedente costruzione e che doveva ospitare una meravigliosa sala da ballo. La costruzione dal 1499 fu sede dell’ambasciata di Francia, passò poi nel 1514 all’ambasciata ungherese e nel 1524 vi stazionò per qualche tempo Isabella d’Este, in lutto per la morte del suo consorte, il marchese di Mantova.

Gli interni del Palazzo ospitano delle prestigiose tele di Sebastiano Ricci e Giambattista Piazzetta avvolte da sontuosi stucchi; da notare anche il bel pavimento a mosaico in stile veneziano tra i cui tasselli compare anche la madreperla. Di notevole ricchezza ed eleganza la biblioteca del XVIII secolo, adornata da stucchi colorati, soffitto a carena e ariose librerie intervallate ad ampie finestre.

Quando si estinse l’albero genealogico dei Barbaro, il 3 dicembre 1885 il palazzo fu acquistato dall’americano Daniel Sargent Curtis e moglie Ariana Wormely Curtis, mercanti di Boston, dopo che vi avevano abitato per quattro anni. Grazie all’intensa attività economica familiare, i coniugi, insieme al figlio pittore Ralph Curtis, costruirono un nucleo culturale e artistico di importanza internazionale, ospitando diverse personalità tra i quali: John Singer Sargent, James McNeil Wistler, Andrei Zom, Henry James, Robert Browing e più tardi Claude Monet.

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