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Due sono le leggende che fanno risalire le origini della chiesa al lontano X secolo: la prima racconta che venne fondata dal vescovo di Treviso, conte e marchese del possedimento di Mestre mentre l'altra associa la dedicazione al santo alla vittoria sugli Ungheresi nel giorno di san Lorenzo del 955. Di certo, il primo documento ufficiale è del 1152 e individua papa Eugenio III che cita la chiesa di San Lorenzo in gestione al vescovo di Treviso, Bonifacio, e i suoi futuri successori; nel 1192, da un'altra fonte, si deduce che al tempo il tempio avesse un porticato nel quale l'eminenza religiosa esercitava i poteri civili e giurisdizionali. A partire dalla fine del Duecento e sicuramente fino alla metà del XV secolo, la chiesa di San Lorenzo fu la sede di uno dei quattro arcipretati in cui era suddivisa la diocesi di Treviso — gli altri tre erano Quinto, Castelfranco e Cornuda —  e da essa dipendevano 10 chiese minori e le relative cappelle. 

Nel XIV secolo, durante la Serenissima Repubblica, il Consiglio dei cittadini di Mestre decise di riedificarla, in stile gotico, ed ottenne l'avvallo dal Senato veneziano il 29 luglio 1388. La costruzione era strutturata a tre navate, con dieci archi che dividevano la navata centrale da quelle laterali, con l'altare maggiore a est e l'ingresso a ovest. La torre campanaria era in legno e circondata da un cimitero. La consacrazione avvenne nel 1515, durante la fiera di San Michele.

Con l'aumento del numero della popolazione e il peggioramento delle condizioni del sito religioso, la chiesa, su volere del Consiglio dei cittadini, venne nuovamente ricostruita dalle fondamenta nel XVIII secolo su disegno dell'architetto veneziano Bernardino Maccaruzzi divenendo il Duomo neoclassico di oggi. Venne consacrata, per la seconda volta, il 24 ottobre 1830 dal vescovo Sebastiano Soldati.

L'interno del luogo è costituito da una sola navata con sette altari recuperati dalla chiesa abbandonata di S. Maria delle Grazie. Di particolare rilevanza la pala d'altare dell'artista nordico Ludovico Toeput, detto il Pozzoserrato, "Madonna con il Bambino e i SS. Lorenzo, Stefano e Michele" e la volta a cupola affrescata da Giambattista Canal. L'attuale organo fu commissionato al grande Gaetano Callido. Dell'antico campanile, purtroppo, non sono rimasce tracce in quanto demolito nel 1446 e sostituito da un altro, frutto di un adattamento alla torre d'avvistamento che sorgeva a lato del vero campanile. 

Solo a partire dal 14 febbraio 1927, San Lorenzo di Mestre venne definitivamente staccata dalla diocesi di Treviso per passare sotto la diocesi di Venezia.

Il materiale documentario — oggi conservato nell'Archivio storico del Duomo presso il piano terra del Laurentianum — testimonia l'intensa attività devozionale della popolazione dell'entroterra veneziana e rappresenta un patrimonio inestimabile di storia mestrina, dal 1300 al 2000. Al suo interno sono presenti: registri di battesimo, cresima, matrimonio, morte e documentazione attinente riferiti alla Parrocchia di San Lorenzo martire di Mestre; verbali e bilanci consuntivi, legati, atti patrimoniali e amministrativi della Fabbriceria di San Lorenzo; statuti, registri di confratelli e consorelle, registri delle parti e di cassa, rendite delle numerose scuole erette nella chiesa di San Lorenzo (Scuola del Santissimo Sacramento, di Santa Maria dei battuti, del Suffragio dei morti, dei barcaioli di Mestre e di Marghera, Congregazione del clero sotto il titolo di San Giuseppe) e altra documentazione legata alle chiese, divenute succursali in epoca napoleonica, di San Girolamo (Scuola di San Marco, del Santissimo Rosario, Oratorio dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine e San Filippo Neri, Confraternita dei devoti del Santissimo Crocifisso) e di San Rocco (Scuola di San Rocco, di Sant'Antonio). Infine, sono conservati documenti anche collegati alla Scuola della Madonna della Concezione, annessa alla scomparsa chiesa di San Salvatore di Marghera, e all'Azione cattolica di Mestre (secolo XX), oltre al piccolo fondo della Congregazione dei parroci in Santo Stefano di Martellago e a un catastico seicentesco della Scuola grande di San Giovanni evangelista di Venezia.

Galleria immagini

Particolare della facciata principale del Duomo. — (Archivio Venipedia/Bazzmann)
Particolare della facciata principale superiore del Duomo. — (Archivio Venipedia/Bazzmann)
Il Duomo visto di profilo, dalla Piazza Ferretto. — (Archivio Venipedia/Bazzmann)
Vista laterale del Duomo. — (Archivio Venipedia/Bazzmann)
Veduta verso il campanile — (Archivio Venipedia/Bazzmann)
Vista d'insieme — (Archivio Venipedia/Bazzmann)
Particolare di finestra — (Archivio Venipedia/Bazzmann)

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