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Nel 1483 un gruppo di donne devote chiese il permesso di costruire un monastero che le accogliesse presso Sant'Agnese a Dorsoduro. Non avendo ottenuto ciò che desideravano, fu concessa loro la zona degli arzeri novi a Sant'Andrea dove si dice che un'eremita, nel 1433, avesse visto la Madonna con il Bambino in braccio proprio in quell'area.

La chiesa attuale fu costruita nel 1523, mentre quella primitiva risale ai primi del '500, adibita ad uso interno ed esclusivo delle monache. L'adiacente monastero fu realizzato tra il 1509 e il 1526.

Inizialmente la chiesa era molto piccola e dedicata a San Vincenzo. Poco dopo, però, si narra che il confessore delle monache avesse sentito la Madonna chiedergli di portare in chiesa l'icona a lei dedicata e da lui conservata in soffitta, in modo da essere onorata e venerata. Nel dicembre del 1523 ci fu il solenne trasporto della miracolosa immagine sull'altare e l'edificio fu dedicato a Santa Maria Maggiore.

Personalità fondamentale fu il patrizio Alvise Malipiero, maggior finanziatore di tutta la struttura che richiese, in cambio, la sepoltura sua e della consorte nella cappella sinistra del presbiterio in cui fece anche erigere un monumento in sua memoria.

La pianta è di tipo basilicale a tre navate con il presbiterio fiancheggiato da due cappelle laterali a fondo piatto. Le navate, separate fra loro da un colonnato ionico, erano composte da quattro altari per lato. Nella cappella destra del presbiterio trovava collocazione il celebre San Giovanni Battista di Tiziano, ora ospitato dalle Gallerie dell'Accademia. La cappella dell'altar maggiore risulta voluta dalla famiglia Bomben già prima della costruzione della chiesa attuale.

Nel 1584 il segretario e cavaliere ducale Simone Lando lasciò a Santa Maria Maggiore i suoi quadri di soggetto devozionale oltre alla cospicua somma di mille ducati per ornamento degno et singolare della cappella maggiore.

Non si sa con precisione cosa successe poi ma i dipinti che andarono a decorare l'altar maggiore furono probabilmente commissionati ed eseguiti da alcuni dei principali artisti dell'epoca. In particolare, tra le opere di particolare pregio, oltre a quella già citata di Tiziano, ricordiamo: Assunzione della Vergine e Cristo in agonia di Paolo Veronese, Annunciazione di Jacopo Palma il Giovane, Le quattro stagioni e l'Arca di Noè di Jacopo Bassano, La cacciata di Gioacchino dal Tempio, Lo Sposalizio della Vergine e L'Adorazione dei Magi di Domenico Tintoretto. Alcune delle opere ricevute tramite il lascito testamentario andarono ad ornare le pareti, le colonne e alcuni altari. Anche i rimanenti altari laterali furono commissionati nella maggior parte da importanti e ricche famiglie che avevano richiesto le opere a celebri pittori veneziani. La decorazione della chiesa continuò anche nel XVII secolo, con l'intento soprattutto di celebrare le virtù miracolose di Maria Vergine.

Pertinenti alla chiesa vi erano anche due scuole piccole, quella della Beata Vergine Assunta, approvata nel 1502 dal Consiglio dei Dieci e con la propria sede di fronte, e quella del Crocifisso, risalente agli inizi del XVIII secolo.

Il complesso conventuale fu soppresso con decreto napoleonico il 12 agosto 1805 e le monache furono mandate presso il vicino monastero di Santa Croce. L'edificio fu convertito in deposito militare l'anno successivo ma nel 1817 un incendio divampò e lo distrusse quasi interamente, risparmiando chiesa e campanile. Al posto del monastero, fu realizzato il carcere maschile di Venezia. 

(rb)

Galleria immagini

La facciata intera della chiesa di Santa Maria Maggiore.

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