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La chiesa, di origini antichissime, è intitolata ai Santi Gervasio e Protasio, volgarmente San Trovaso.

Ricostruita, per la prima volta, nel 1028 per merito delle famiglie Barbarigo e Caravella, venne salvata dalla rovina; nel 1105 la chiesa subì un grave incendio e la conseguente rifabbricazione. La notte tra l'11 e il 12 settembre del 1583, improvvisamente, il luogo di culto precipitò e venne riedificato il giorno 26 luglio 1584; l'edificio fu eretto in soli sette anni con la struttura che ancora oggi conosciamo, con le due facciate in stile palladiano (sul presunto intervento da parte dell'architetto Palladio ci sono ancora oggi pareri discordanti) e venne consacrata il 22 luglio 1657 da Pietro Rossi, vescovo d'Ossero.

La parrocchia dei Santi Gervasio e Protasio nel 1810 ampliò la propria giurisdizione acquisendo la maggior parte delle aree appartenenti alla parrocchia di San Basilio, allora soppressa, ed alcune contrade della parrocchia, ancora superstite, dell'Angelo Raffaele.

La chiesa fu assoggettata a due vertici ecclesiastici: il patriarca di Grado ed il vescovo Olivolense; i dissapori tra i due furono all'ordine del giorno per cui nel 1041 arrivarono ad un concordato che avrebbe previsto una condivisione nell'elezione e nell'investitura del pievano e quest'ultimo sarebbe stato sottoposto a giuramento di fedeltà e di obbedienza ad entrambi i prelati.

All'interno dell'edificio, presenti le opere di Jacopo Palma il Giovane quali Madonna con Bambino in gloria adorata dai santi, Natività di Maria e Annunciazione, Crocifissione con le Marie di Domenico Tintoretto e Ultima cena di Jacopo Tintoretto.

Nella parrocchia di San Trovaso morì nel 1554 la celebre poetessa padovana Gaspara Stampa che visse una breve vita di dolore per un amore non corrisposto.

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